Vi stanno rubando il futuro e siete contenti.

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5 Anni 7 Mesi fa - 5 Anni 7 Mesi fa #310608 da Careggi
Ah finalmente ti fai risentire Wasabi :)
Trovo trieste il fatto che la Giannini spara ipotesi da molti mesi senza avere un piano ben chiaro. Proprio come si fa ai circoli e ai più popolari bar dello sport.
A ogni sua uscita in pubblico aggiunge un pezzo al puzzle. Adesso dice che l'enorme aumento degli iscritti al primo anno verrà assorbito da TUTTI i corsi che sono medico-affini. Cioè biotecnologie, infermieristica, ctf ecc. Il problema rimane sempre lo stesso.
MEDICINA è e rimarrà sempre un numero chiuso perchè così dice la UE.
Nei paesi moderni lo stato spende molto per formare un medico. In Italia non è così. Le strutture sono di secondo e il più delle volte di terzo livello. Cioè scadenti e inadeguate per il numero di studenti (a numero chiuso, figuriamoci a numero aperto)

Come funziona il sistema USA?

Leggete questo articolo dal Corriere del 3 Agosto

UN PERCORSO CHE INIZIA AL LICEO
Medicina, in America contano i voti alti a scuola ma anche il volontariato

Solo il 43% dei candidati viene preso dalle scuole di medicina. E il 60% degli ammessi si presenta con un titolo di scuola superiore in biologia o scienze mediche
di Massimo Gaggi

NEW YORK - Troppi pochi medici. Eppure iscriversi a medicina è molto difficile. E’ uno dei tanti paradossi dell’istruzione universitaria americana che, com’è noto, è molto costosa e selettiva. Dei costi, spaventosi (fino a 60-70 mila dollari l’anno) abbiamo già detto e scritto molto. Come anche della difficoltà di accedere alle accademie che godono di un certo prestigio, in molte delle quali viene ammesso solo un ragazzo ogni 20 che fanno domanda. Nel caso della medicina tutto è reso più complesso dal fatto che il percorso universitario è diviso in tre tronconi: un periodo di studi «undergraduate» che può anche coincidere con gli anni di un «college» tradizionale, quattro anni della vera e propria «school of medicine» (i primi due in aula, il resto tra i pazienti) e poi un periodo di tirocinio in una struttura ospedaliera. L’elemento più critico del sistema negli ultimi anni è diventato proprio il tirocinio perché il Congresso e il governo federale hanno gradatamente ridotto il finanziamento pubblico dei posti riservati dagli ospedali ai medici «apprendisti». Così molti dottori che si laureano nelle scuole di medicine restano bloccati, non trovando una struttura nella quale possono fare pratica e ottenere le necessarie abilitazioni. Ma anche l’accesso al corso di laurea, come detto, è un approdo difficile da raggiungere.
La valutazione «etica» del candidato
L’anno scorso, dei 45 mila studenti che hanno cercato di iscriversi attraverso l’American Medical College Application Service, solo 19 mila hanno avuto successo. Il 43 per cento del totale, ma nelle accademie migliori la quota degli ammessi è stata molto più bassa. I criteri d’ammissione non sono omogenei. Ogni ateneo ha le sue regole e fa le sue richieste: tutti richiedono voti alti nel curriculum scolastico e nel test di ammissione (MCAT), ma questo è solo un prerequisito. Fatta la prima scrematura sulla base dei voti, ogni università procede a suo modo: alcune puntano sulle attività di volontariato svolte dai candidati per valutare il loro senso etico e il reale interesse per la medicina e per il prossimo, oltre che per una professione capace di garantire un reddito elevato. Altri danno importanza ai colloqui col candidato per valutarne meglio doti scolastiche e qualità umane. Sono, poi, richieste lettere di presentazione dei docenti coi quali i ragazzi hanno studiato negli ultimi anni.
Il peso degli studi «undergraduate»
Nel caso della medicina, inoltre, conta anche quello che si è studiato nel periodo «undergraduate». In teoria anche chi ha studiato materie umanistiche e ha un titolo di studio in «liberal arts» può avere accesso alle scuole di medicina, a patto che al «college» abbia sostenuto gli esami di biologia, fisica, chimica generale e organica. Alcune scuole chiedono anche biochimica, calcolo, genetica e psicologia. In realtà, però, il 60 per cento degli ammessi alle scuole di medicina si presenta con un titolo di studio in biologia o scienze mediche.
3 agosto 2014 | 18:30



Naturalmente sarebbe improponibile far contare il voto di maturità Italiana perchè non è "credibile". Ci vorranno molti annni per riformare la scuola affinchè il voto sia indice di effettiva preparazione accademica :pinch:
Quindi il test d'ingresso rimarrà il solo modo per testare (in assenza di magheggi e trucchi come a Bari e Tor Vergata) la preparazione di un candidato. :dry:

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5 Anni 6 Mesi fa - 5 Anni 6 Mesi fa #310642 da Gadet
Cari giovani di belle speranze,
la riforma del test viene fatta perchè ad oggi il sistema è al collasso...se si dovesse continuare col metodo dei test fra qualche hanno rimarrebbero una decina di medici su tutto il territorio nazionale e non mi sembra una cosa buona. Si tratta quindi in primisi di un discorso di numeri!
Poi c'è il problema specialistica...che non è un problema di numeri ma bensì economico, cioè mancano i soldi :) ...per questo motivo è necessario recuperare il numero all'ingresso all'università e sperare che arrivino soldi per finanziare le specialistiche. Questo è quannto :)
Il problema del primo anno con numeri esorbitanti non esiste secondo me perchè basta ragionarci un pò su e viene da pensare: "ma tutti quelli che non passano il test che fine fanno??Si dileguano, scompaiono nel nulla??? O magari si iscrivono ad altri corsi e quindi sono sempre nell'università ad occupare posti di altre aule??"
...e in ogni caso, al di là di tante motivazioni rimane il fatto che la promozione bisogna conquistarsela sul campo, sui libri e non dietro a "albicocche, pesche e peschettine che stanno sugli alberi e poi scendono e poi una ne risale e l'altra chissà che fine ha fatto...ma alla fine quante erano? A 2 B 3 C 8 D 10 E Nessuna delle precedenti" :blink:
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5 Anni 6 Mesi fa - 5 Anni 6 Mesi fa #310659 da Adalo
Per curiosità Gadet, sei laureato? Ti sei affacciato sul mondo del lavoro o parli da studente fresco di biochimica?

Il rapporto medico popolazione è in Italia tra i più alti del mondo, 4,1 ogni 1000 abitanti contro la media europea di 3,2.

Dovunque mi giri vedo SPECIALISTI (gente di 35 anni con già una specializzazione in mano per intenderci) a spasso: reumatologi, infettivologi, neurologi, oncologi, otorini, gastroenterologi, chirurghi di ogni tipo… se va bene questi colleghi hanno un contratto precario di ricerca in qualche reparto universitario,o contratti precari in qualche pronto soccorso o reparto di periferia.

Tutto questo perché i concorsi pubblici per entrare a lavorare in ospedale saranno un migliaio all’anno poco più in tutta Italia. Per ogni 4 medici che vanno in pensione solo 1 viene rimpiazzato da un nuovo medico.
Molti di questi specialisti ripiegano a 35 anni a fare guardie mediche e sempre un numero maggiore si sta buttando a fare il corso di medicina di base. Con solo 10 turni di guadrie mediche ho conosciuto un neurochirurgo, un oncologo, un internista e una radioterapista che sono in graduatoria per fare il medico di base e adesso vivono a guardie mediche a 40 anni.

Per la cronaca, il rapporto tra domande e numero posti per accedere nel corso triennale di medicina generale è 1 a 10 (UNO A DIECI, hai letto bene), io lo farò tra 18 giorni quindi conosco bene la situazione.
E te hai il coraggio di dire che ci sono pochi medici in giro e il sistema andrà al collasso? Semmai il collasso c'è in senso opposto.

Ti informo che al momento le graduatorie per diventare medico di famiglia (cioè per avere la convenzione) ci mettono circa 10 anni a scorrere. Per farti capire meglio, se io da neoabilitato in pari riesco fortuitamente ad entrare nel corso triennale di medicina generale quest'anno, sarò medico di famiglia tra 10 anni, a 40 anni, nella migliore delle ipotesi (e come stipendio avrò una miseria perché partirei con il numero minimo di assistiti).

Questa è la situazione, ci sono migliaia di medici fuori dal sistema sanitario nazionale che attendono di lavorare. Mettere medicina a numero aperto vorrebbe dire per la maggior parte di noi (e di voi) andare a fare il pizzaiolo dopo la laurea perché offrirebbe sicuramente più opportunità di lavoro.

Mi sa che si vive in paesi diversi, oppure si parla senza essere molto informati...
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Ringraziano per il messaggio: Scurbs.

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5 Anni 6 Mesi fa #310675 da Akim.94
Secondo il mio modestissimo parere, sarebbe sufficiente fare qualche modifica solo a livello nella struttura delle domande del test attuale, anche perchè salvo alcuni casi, garantisce comunque un certo anonimato. :unsure:

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5 Anni 6 Mesi fa #310684 da Gadet
Sì, caro Adalo, forse siamo in 2 paesi diversi perchè penso di essere sufficientemente informato e anche nella condizione di poter parlare dato che ho due lauree (una in lettere e una in infermieristica) e sono infermiere, quindi tuo collega, e sarei anche insegnante se le graduatorie non fossero praticamente bloccate...dico in 2 paesi diversi perchè forse è questa l'Italia in cui viviamo: un Paese bloccato, schizofrenico e ipocrita, con grossi problemi di occupazione ed economici, che si lamenta dalla mattina alla sera e che invece di reagire, magari col voto quando gli viene data l'opportunità, riconferma il sistema marcio nel quale vive (non saprei, scusami, spiegare diversamente l'ultimo 40% di Renzi)...da insegnante ti dico che le graduatorie sono bloccate e prima di passare di ruolo devono passare almeno 10 anni, ma per caso non servono insegnanti???Non credo...negli ospedali ho fatto abbastanza tirocinio per dirti che chi lavora fa anche il lavoro di chi non c'è (soprattutto tra i medici con turni assurdi che arrivano anche alle 48 ore consecutive) e le graduatorie degli infermieri sono bloccate o ridotte a pochissimi posti, ma per caso non servono infermieri o sono troppi??? Non credo..allora ribadisco che NON è un problema di NUMERI ma è un PROBLEMA ECONOMICO per cui è necessario ammettere più unità al corso di laurea e sperare che un domani il nostro caro buon Renzi sblocchi la situazione ECONOMICA...ecco perchè tu ti trovi in proporzione di 1:10 per un posto in medicina di base, ripeto, non per un discorso di numeri, ma bensì di soldi, motivo per cui non possono assumere più di tanto...spero di essermi spiegato meglio stavolta..

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5 Anni 6 Mesi fa #310685 da Careggi
Questo asticolo e apparso sul Corriere della sera oggi. Spero per voi che porti al cambio di guardia in Viale Trastevere... :unsure:


La riforma sospesa della scuola e lo strano caso del ministro Giannini

Quando da un ministro dipendono un milione di lavoratori della scuola (tra docenti e non), quando a quel ministro guardano milioni di studenti e di genitori italiani, il silenzio non è un’opzione possibile.
31/08/2014

Giovanni Belardelli

Una uscita di scena forse indotta dall’intenzione dello stesso presidente del Consiglio Renzi di occuparsi più o meno direttamente della materia. Fatto sta che il ministro Giannini è intervenuta pubblicamente per confermare l’abolizione del test di Medicina, una misura molto popolare tra studenti e famiglie anche se rischia di gettare nel caos le università per le ragioni di sovraffollamento fatte presenti da tutti i rettori; ma sulle misure per la scuola che dovevano essere discusse nel Consiglio dei ministri di venerdì non si sono registrate negli ultimi giorni dichiarazioni sue che potessero far capire cosa pensa al riguardo.
Sul metodo utilizzato dal premier Renzi avrebbe forse potuto far presente anche lei quel che ormai tutti — dai commentatori ai comuni cittadini — pensano: e cioè che annunciare grandi rivolgimenti, suscitando troppe aspettative, rischia di alimentare due cose che nel Paese circolano già fin troppo: disillusione e sfiducia. Come sanno bene, credo, i 100 mila precari di cui è stata annunciata (e ora rimandata) l’assunzione: una misura che ha molte ragioni sociali, per le aspettative create nel tempo in tanti aspiranti docenti di ruolo; ma in cui è difficile vedere qualcosa di rivoluzionario, assomigliando essa troppo a certe infornate di assunzioni da Prima Repubblica. O forse non è del tutto così: ma il ministro che ha la responsabilità del nostro sistema scolastico avrebbe avuto il compito, ci permettiamo di osservare, di spiegare meglio una misura del genere e in che senso l’assunzione in massa di precari (a scapito, evidentemente, di altri, più giovani, aspiranti insegnanti) corrisponderebbe a quel principio del merito che si vorrebbe fosse un caposaldo della grande riforma.
Anche riguardo a questo, cioè all’introduzione di carriere e retribuzioni degli insegnanti legate a una valutazione del merito, si tratta di cosa non nuovissima, visto che vi si cimentò già, senza successo, nel 2000, il ministro Luigi Berlinguer. Una cosa, per giunta, di non facile attuazione anche al di là delle consuete resistenze sindacali: una volta che in una scuola vi siano insegnanti con qualifiche di merito diverse, non si capisce chi accetterà mai di avere gli insegnanti di qualifica inferiore. Benché dal punto di vista mediatico faccia assai meno colpo (e infatti nessuno ne parla), sarebbe già un ottimo risultato se si potessero allontanare dall’insegnamento i non molti forse (ma neppure pochissimi) docenti che — per la demotivazione legata ad anni di faticoso insegnamento precario oppure per la insufficiente preparazione — lavorano con scarso merito.
Questo o altro avrebbe forse potuto osservare e chiarire il ministro Giannini, anche correndo eventualmente il rischio di qualche frizione con il presidente del Consiglio. Quando da un ministro dipendono un milione di lavoratori della scuola (tra docenti e non), quando a quel ministro guardano milioni di studenti e di genitori italiani, il silenzio non è un’opzione possibile.


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5 Anni 6 Mesi fa - 5 Anni 6 Mesi fa #310687 da Careggi

Akim.94 ha scritto: Secondo il mio modestissimo parere, sarebbe sufficiente fare qualche modifica solo a livello nella struttura delle domande del test attuale, anche perchè salvo alcuni casi, garantisce comunque un certo anonimato. :unsure:


Ciao Akim, la tua avventura sta per cominciare a Ottobre :)

Non penso che basti cambiare le domande. Quando migliaia di studenti possono presentarsi alla prova e scopiazzare e ottenere un posto NON meritato, il problema è ben più grave. Poi ci sono quelli che sapevano già dove andare a fare il test e dove sapevano che ci sarebbero state irregolarità che se impugnate gli avrebbe garantito un posto senza aprire un libro :pinch:

Il test funzionerebbe benissimo ma solo come parte di una selezione in regime di "legalità e onestà"


Comunque io tengo le dita incrociate per il prepensionamento della Zia Giannini :)

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Ringraziano per il messaggio: Akim.94

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5 Anni 6 Mesi fa #310702 da maxrosso
Ringraziamo l'udu e il bravo avv. Bonetti quando scrive:
"A ciò serviranno le ammissioni soprannumerarie: ad evitare, in un periodo di crisi non solo economica del Paese, l’annullamento di un concorso palesemente viziato dove, da un lato è sceso drasticamente il punteggio per l’accesso alla facoltà di Medicina, dall’altro il punteggio dei candidati pugliesi ha conosciuto un notevole incremento.

Nelle prime cento posizioni vi sono ben sei studenti che hanno sostenuto la prova a Bari (dove lo scorso anno uno studente si era collocato al 116° posto); il più bravo studente d’Italia ha sostenuto il test alla Statale di Torino ma dopo di lui i due “campioni” del test sono entrambi pugliesi.

Per la prima volta i risultati di Bari, all’interno di una graduatoria nazionale, superano quelli dell’Ateneo più grande d’Europa, con il maggior numero di posti a disposizione e con più concorrenti: La Sapienza di Roma che ha punteggi inferiori rispetto ai baresi.

Bari per poco non eguaglia Milano dove, a sua volta, pare sia scomparso un altro plico; raddoppia e triplica città del sud come Palermo e, a nostro avviso, quello che sino ad oggi è emerso è soltanto la punta dell’iceberg.

Le università ed il Ministero la finiscano di trincerarsi dietro l’attesa delle indagini e colgano l’occasione che oggi viene offerta dall’accoglimento delle richieste di questi ragazzi.

Nello stesso ateneo di Bari vi potrebbero essere forse dei disagi a causa dei nostri 700 ricorrenti che, a parità di strutture, verseranno comunque alcuni milioni di euro nelle casse dell’Ateneo.

Nella denunciata mala gestio concorsuale italiana, dove gli Atenei in una prova nazionale provvedono a gestire in modo diverso le prove, l’ammissione sovrannumeraria, in assenza del principio della legalità e del merito, appare veramente il minimo che potesse accadere."

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5 Anni 6 Mesi fa - 5 Anni 6 Mesi fa #310715 da Akim.94

Ciao Akim, la tua avventura sta per cominciare a Ottobre :)

Non penso che basti cambiare le domande. Quando migliaia di studenti possono presentarsi alla prova e scopiazzare e ottenere un posto NON meritato, il problema è ben più grave. Poi ci sono quelli che sapevano già dove andare a fare il test e dove sapevano che ci sarebbero state irregolarità che se impugnate gli avrebbe garantito un posto senza aprire un libro :pinch:

Il test funzionerebbe benissimo ma solo come parte di una selezione in regime di "legalità e onestà"


Comunque io tengo le dita incrociate per il prepensionamento della Zia Giannini :)


Si! :)
Effettivamente è un po utopica e semplicistica come opzione, anche perchè non tiene conto dei punti deboli del nostro sistema :pinch:
Dunque quale potrebbe essere un esempio di sistema di selezione "adatto" in Italia? Il sistema francese non è applicabile in Italia, quello in vigore ha mostrato (grazie alle irregolarità) i suoi difetti, quello con "doppia scrematura" (test + media voti superiori) non è applicabile per la scarsa attendibilità ed omogeneità dei voti....cosa rimane? :dry:
So qualcosina sul sistema americano (correggetemi se dico stupidaggini) in cui si inizia facendo 3-4 anni di una facoltà a carattere scientifico/sanitario e poi se superi un test puoi entrare a medicina...ora non so se se sia più o meno così, però secondo permetterebbe a tutte le persone che non riescono ad entrare a medicina di poter fare qualcos'altro nella propria vita anche perchè si è in possesso di una laurea conseguita precedentemente al test.
Se il progetto della Giannini fosse confermato, ci sarebbero tantissime persone che dopo essere state escluse da medicina (dopo i i 6 mesi indicati) che si troverebbero fuori da qualsiasi realtà universitaria: altro che una laurea in mano...un pugno di mosche! :pinch:
Ultima Modifica 5 Anni 6 Mesi fa da Akim.94.

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5 Anni 6 Mesi fa #310735 da pietropenso
presupponendo che sono contrario a qualsiasi cosa che dica la Giannini e sono pro test penso che vi sia anche troppo pessimismo.
Di quelle migliaia che tenteranno di accedere a medicina, solo una piccola parte proseguiranno gli studi dopo i 6 mesi....quindi la didattica nei primi 6 mesi andrà al collasso (cavoli loro e dell'udu che è da anni che si batte contro i test), ma poi i posti saranno uguali (spero) a quelli che ci sono ora.
Quindi cambiare tutto per non cambiare nulla per quanto mi riguarda.

Il mio pensiero va ai problemi della specializzazione e al turn-over....

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