Il corpo delle donne è ancora da intendersi come "servizio"?

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11 Anni 1 Mese fa - 11 Anni 1 Mese fa #187318 da lucaleo
House, House... Ma di quali spese processuali ti preoccupi se non può partire alcun procedimento civile o penale verso le 4 più alte cariche dello stato con il nuovo lodo alfano...In teroria potrebbero essere indagati solo per reati contro la pubblica amministrazione (in sintesi: se il presidente uccide non viene toccato, se si intasca i fondi pubblici può essere indagato, ma ci vuole l'autorizzazione a procedere del parlamento, che è stata concessa pochissime volte nella storia della repubblica italiana). Inoltre non esiste alcuno spreco di danaro riguardo ad indagini e processi: la giustizia non ha prezzo, è un elemento fondamentale degli stati di diritto... Inoltre le spese processuali le paga il colpevole nei processi penali e chi ha torto nei processi civili... Di che ti preoccupi allora? Del fatto che venga inficiata l'immagine del governo all'estero? Non ti preoccupare già successo e per altri motivi... Che il governo funzioni male? Non ti preoccupare il ddl sicurezza l'hanno fatto passare in tempi recordo ed il ddl sulle intercettazioni sta passando nel silenzio, questo governo è "molto efficente" da quel punto di vista... E poi House, il parlamento è auto-referenziale,  in pratica solo il parlamento,o gli elettori alle elezioni (non più con la legge porcata calderoli che blocca le liste e toglie la preferenza personale), può estromettere i suoi membri dal parlamento,  quindi il discorso delle estromissioni è alquanto instabile... Riguardo invece i temi sessantottini inerenti il femmismo che hai scorto nell'articolo di helter... bè,  rileggi con calma, nemmeno io sono daccordo con tutto quello che c'è scritto, ma di femminismo radicale, quello sciocco e cieco non solo sessantottino, non ve ne è traccia...
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11 Anni 3 Settimane fa #188409 da
lucaleo:

Riguardo invece i temi sessantottini inerenti il femmismo che hai scorto nell'articolo di helter... bè,  rileggi con calma, nemmeno io sono daccordo con tutto quello che c'è scritto, ma di femminismo radicale, quello sciocco e cieco non solo sessantottino, non ve ne è traccia...

:vittoriaa:

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11 Anni 3 Settimane fa #188644 da
Zimbabwe. Credenze religiose e povertà la causa di matrimoni precoci che coinvolgono migliaia di bambine costrette ad abbandonare la scuola per sposare uomini anziani poligami.

di Phyllis Kachere

Mentre ogni mattina le sue coetanee si preparano per andare a scuola, Matipedza (non è il suo vero nome), 14 anni, del distretto di Marange nel Manicaland, Zinbawe, prepara la colazione per suo marito, che di anni ne ha 67 anni, e di mogli già tre.
Anche se il loro matrimonio non è stato celebrato formalmente, l’unione è riconosciuta dalle norme tradizionali, e la ragazza è destinata ad essere la quarta moglie dell’uomo, a lavorare nella sua casa e ad avere presto dei figli.
“Non posso andare contro [il volere dei miei], e lasciare mio marito per tornare a scuola. E poi, se lo lascio, dove vado? I miei genitori non mi accoglierebbero certo a braccia aperte”, spiega Matipedza.
Il suo caso non è unico: migliaia di bambine della provincia orientale di Manicaland vivono nella stessa situazione; la loro istruzione viene interrotta da un matrimonio precoce, spesso poligamo.
La maggior parte delle giovani in età scolare di Marange, alcune addirittura di dieci anni, sono state infatti sposate dalla chiesa apostolica di Johanne Marange, che professa la poligamia.
Quasi tutti i matrimoni vengono organizzati tra uomini adulti, spesso anziani e giovani minorenni, e nonostante la recente Legge contro la violenza domestica vieti il matrimonio con i minori - l'età del consenso sessuale in Zimabwe è 16 anni - è difficile fermare queste pratiche, visto il carattere riservatissimo delle attività della setta.

Un recente studio dell’Ong di Harare “Donne e diritti in Africa australe” (WLSA, dall’acronimo inglese) ha rivelato che sono queste bambine sposate precocemente le più esposte a rischi di complicazioni durante il parto, e persino alla morte.
Dallo studio de WLSA è poi emerso che queste giovani sono più soggette anche ai tumori dell’utero, e a traumi psicologici per le tensioni sociali derivanti dal far parte di un matrimonio poligamo.
I risultati del rapporto hanno costretto le autorità dello Zimbabwe ad impegnarsi per mettere fine alla pratica, che ha costretto migliaia di ragazze dei distretti di Marange, Odzi e Buhera, nel Manicaland, ad abbandonare la scuola.
Secondo le ultime statistiche disponibili del ministero di Educazione, Sport e Cultura, su 10mila giovani iscritte al primo anno scolastico nel distretto di Marange nel 2000, solo un terzo ha completato il quarto anno di istruzione di base nel 2003.
“La grande maggioranza di chi abbandona la scuola lo fa per sposarsi, mentre solo una minima parte lascia per l’impossibilità di pagare l’iscrizione e le tasse scolastiche”, ha dichiarato un alto funzionario del distretto, che ha chiesto di rimanere anonimo.
In gran parte, le giovani abbandonano la scuola a luglio, mese della Pasqua per la Chiesa apostolica Johanne Marange: un’occasione di festività religiosa per celebrare il matrimonio.
Gideon Mombeshora, membro della setta, ha spiegato che quasi tutti gli uomini della chiesa preferiscono sposare giovani minorenni perché è più facile controllarle. “La maggioranza vuole sposare una donna docile. Più giovane è la moglie, più è facile per l’uomo dominarla”, osserva.
“Anche se il matrimonio tra adulti anziani e ragazze minorenni non è previsto dallo statuto della chiesa, si tratta di una pratica profondamente radicata nel nostro sistema di credenze”, ha spiegato Mombeshora.

Il matrimonio precoce è un male sociale che minaccia ogni tentativo del governo di raggiungimento dell’educazione primaria universale, uno degli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite: e soprattutto per le bambine, che continuano ad abbandonare gli studi, ha segnalato l’ex senatrice Sheila Mahere.
Questa pratica “mette a rischio lo sviluppo economico nazionale, visto che bambine brillanti e intelligenti sono costrette a lasciare la scuola per diventare manodopera a basso costo per la casa”, sostiene Mahere. “Quasi tutte diventano lavoratrici agricole nei terreni dei loro mariti”.

L’Unione per lo sviluppo delle Chiese apostoliche dello Zimbabwe, che riunisce 160 sette apostoliche del paese, cerca di mettere in guardia i leader della chiesa sui pericoli del matrimonio precoce, ma questa posizione si scontra con una fortissima resistenza a livello locale.
“La polizia continua a chiudere un occhio di fronte a questi crimini”, spiega il responsabile di programma dell’Unione Edson Tsvakai. “A volte denunciamo alcuni dei nostri membri alla polizia, ma di rado le accuse vengono prese seriamente, in parte perché alcuni leader della setta hanno stretti legami con le autorità”.
Nel 2007, l’organizzazione non governativa di Harare Girl Child Network riuscì a salvare una bambina di 11 anni che era stata data in moglie ad un uomo di 44, a Buhara. L’uomo fu condannato a sei mesi di carcere. Ma poco dopo, le autorità sospesero la sentenza, e la bambina fu costretta a rifugiarsi in un posto sicuro, poiché l’uomo continuava a pretendere di tenerla come moglie.

Caroline Nyamayemombe, funzionaria del fondo Onu per la popolazione (Unfpa) ad Harare, ha confermato che secondo i suoi studi, le gravidanze di adolescenti sono in aumento, e sono una delle cause principali di mortalità materna.
“Le giovani vengono date in moglie a uomini spesso più anziani del loro stesso padre, e questo scenario contribuisce moltissimo al problema delle complicazioni durante la gravidanza. Queste pratiche nocive dilagano in alcuni distretti del paese”, ha segnalato.
È la povertà, oltre alla religione, a spiegare il fenomeno: l’80 per cento delle adolescenti incinte provengono da famiglie povere, secondo i dati dell’Unfpa.
“Le adolescenti incinte hanno più probabilità di abbandonare la scuola, compromettendo così la loro futura capacità di guadagno e di conseguenza la possibilità stessa di uscire dalla povertà”, ha aggiunto Nyamayemombe.

da  womeninthecity.articolo21.com


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11 Anni 2 Settimane fa #188790 da
Altolà al machismo benpensante ovvero "Ti amo o ti ammazzo"


  Francia : quando la violenza maschile passa per libertà di espressione*

di Marta Marsili

Una nuova ondata di polemiche sul giovane rappeur Orelsan invade la stampa francofona, in seguito all’ennesima cancellazione di un suo concerto. Il Festival in questione, quello delle Francofolies che si tiene ogni anno a La Rochelle, in Francia. Per molti-e, si tratterebbe di una precisa scelta politica dietro la quale figurerebbe tra gli altri il nome di Ségolène Royal. Il suo responsabile di gabinetto avrebbe affermato sul quotidiano Liberation del 15 luglio di essere al corrente della cancellazione del cantante dalle liste dei partecipanti già dal mese di febbraio. Un susseguirsi di conferme e smentite che ha portato il Collettivo delle Elette-i contro le violenze contro le donne della Regione Poitou-Charentes, di cui Royal è presidente, a rinnovare l’allarme quando nel mese di maggio, la de-programmazione dell’artista sembrava essere rimessa in questione. “Rifiutiamo – si legge in una dichiarazione di Michèle Loup, presidente del collettivo delle Elette-i - che i poteri pubblici finanzino contemporaneamente la nostra associazione e la ragione per cui essa si batte”.

E quest’azione di protesta è solo l’ultima in ordine di tempo : fin da febbraio sono stati tanti i collettivi femministi e le associazioni di donne e lesbiche che hanno denunciato la presenza di Orelsan all’interno di festival nazionali o locali, a causa dei testi sessisti e di incitamento alla violenza di genere da parte del giovane rappeur.

In alcuni casi, le denunce da sole hanno portato ad un esito positivo e le performance del cantante annullate in blocco, come è successo a Bruxelles nel mese di maggio, in occasione del festival musicale Nuits Botanique. La mobilitazione particolare di una militante femminista - che ha scritto direttamente alla direzione del festival per denunciare i gravi contenuti di alcune canzoni del cantante - è valsa a Orelsan la cancellazione dal programma e le scuse degli organizzatori alle donne.

In altri ci sono voluti manifestazioni e picchetti di protesta e anche cosi’ l’esito non è sempre stato positivo. Pur affermando di “essere stati scioccati da certe parole di una canzone del rappeur normando”, gli organizzatori del festival Le Printemps de Bourges, ad esempio, non hanno voluto sentire ragioni e si sono appellati alla qualità della musica e alla libertà d’espressione dell’artista. Stessa sorte per il concerto programmato ad aprile a Rennes.

Ma cosa si rimprovera a questo rappeur? Come abbiamo detto, lo si accusa di incitamento alla violenza contro le donne. Una sua canzone in particolare, dal titolo Sale pute (Sporca puttana), in circolazione da mesi su Internet, ha contribuito a metterlo nell’occhio del ciclone.

Vi si leggono frasi come: “Vedremo come farai la bella con una gamba rotta / vedremo come succhierai quando ti avrò spaccato la mandibola / sei giusto una troia e meriti il tuo posto al mattatoio (Sale pute, Tdr.). Vi si trovano anche minacce da far accapponare la pelle in forma di neologismi, come per esempio in Saint Valentin : “Ma chiudi il becco o ti farai “marie-trintigner” (ovvio il riferimento alla sorte riservata all’attrice francese Marie Trintignant, morta nel 2003 in seguito ai compi inflittigli dal suo compagno durante una lite).

Il collettivo femminista radicale Chiennes de garde è arrivato fino a denunciare l’atteggiamento passivo della Halde (Alta autorità per la lotta alle discriminazioni) che è rimasta a guardare, “come se la legge che regola le incitazioni all’odio, sia meno repressiva quando si tratta il sessismo che quando si tratta di razzismo e per di più in nome della libertà d’espressione” si legge in un comunicato. In un dossier espressamente dedicato alla questione, consultabile sul loro sito, si trovano numerosi commenti, i testi delle canzoni che la rappeuse Pitbulle ha scritto in risposta a quelli di Orelsan, che sarebbe tra le altre la destinataria della canzone Sale pute, nonché il testo della petizione che tra marzo e luglio è stata firmata da personalità politiche e dello spettacolo per dire No al machismo benpensante finanziato con i soldi pubblici.

Perché c’è anche chi ha gridato alla censura, come Jacques Lang (PS) oppure chi, come l’attuale ministro della Cultura, Frédéric Mitterand, ha giustificato i testi del cantante paragonandolo a Arthur Rimbaud che, a suo avviso, “ha scritto anche di peggio ma nulla gli impedito di essere letto e amato ancora oggi ”. Sigh!! Affaire à suivre...

Per altre informazioni (in lingua francese) : www.chiennesdegarde.com/ActionMars2009-Orelsan.html www.liberation.fr/societe/0101577750-fra...e-un-acte-de-censure societales.blogs.liberation.fr/alain_pir...affaire-orelsan.html www.cch.asso.fr/spip.php?article86

da womenews.net

Aggiungero all'articolo della Marsili che neppure noi in Italia dove il cantante J-Ax, ( ma non è il solo)ha scritto un canzone dal titolo " Ti amo o ti ammazzo" che impersevera su you tube.

Un assaggio:

Ti amo o ti ammazzo

Ho urlato così tanto che mi scoppia la testa,
e quindi te ne sei andata subito,
mi esce un po' di sangue dalla mano destra,
c'è un segno lì sul muro, pensa te che stupido,

O ti amo o ti ammazzo,
pioggia che annega ma rinfresca,
sei una chicca che mi fotte la testa,
o ti amo o ti ammazzo,
il tuo ragazzo è pazzo,
o parliamo o ci pestiamo scegli uno,
o ti amo o ti ammazzo,
ti amo ti ammazzo,

comunque qua in mezzo non capisco più,
un calcio al muro sbatti la porta via dai miei pensieri,
butto la borsa dalla finestra come zarri veri,
grida grida fino a che un ghisa chiama i carabinieri,
non sei la stessa tipa con cui ho dormito ieri,
cos'hai sei annoiata, hai la luna girata,
io a inizio giornata,
non voglio nessuna menata,
femmina fino in fondo tu hai il problema,
io sono lo stronzo,
ti dico che non ti ho dentro, mento e penso
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10 Anni 10 Mesi fa #191352 da
VIOLENZA DOPO VIOLENZA


  (al di là dei  forum, le chiacchere e le poesie misogine, spacciate per 'omaggio')

riportiamo questa lettera.....

Lettera firmata

quando sento a tutti quanti che hai che denunciare, vorrei scoppiare a piangere, perche non è vero, a nessuno importa niente, loro sono li a lavorare, a finire il loro turno o a fare i cretini, dopo tanti colpi, un giorno mi sono decisa, era di notte, ero con la mia piccola e sono andata dalla polizia, ho suonato il campanello, e mi ha detto questa non era la sede giusta, ho suonato ancora, "deve andare dei carabinieri", ho suonato ancora, per chiedere l'indirizzo, è stato così
umilliante tutto, urli, hanno chiamato un movil, ho dovuto chiamare a chi dovevo denunciare, io ero la matta, tornata a casa, sempre peggio, senza nessuno, sono straniera, e questo si paga qua, mio marito bresciano doc, cosi gentile, con una famiglia per bene, comunque nulla è cambiato, adesso sono sempre più depressa, ho paura persino di uscire da casa, non lavoro, non ho la macchina, e da poco mi ha tolto la carta di credito, ma la porta è sempre aperta, un carcere costruita con le mie propie mani, no so cosa mi manca per cambiare tutto questo, coraggio, voglia, boh, sono stanca, stanca, dolorita, perchè certe cose feriscono nello profundo dell'anima, questa casa è l'inferno sulla terra. Io ho fatto una seconda denuncia, in paese, dai carabinieri, si figure come è andata, è arrivato mio marito e sono finiti a ciacherare, no ha voluto proprio scrivere la mia denuncia, siete cosi giovanni e carini, non rovinare tutto con queste cose, "portala una sera al cinema" E SEMPRE COSI, oggi è stata la solita lite, mi fa male tutto, ma nessuno sa, perchè nessuno ha voglia di voler vedere, sono sola, una figlia piccola, ma nessuno può capire quanto costa chiedere aiuto, a chi importa la vita altrui??

da zeroviolenzadonne.it
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10 Anni 9 Mesi fa #194573 da
IL FETO IN PASSERELLA

di Daniela Pastor

Con “Il corpo delle donne” Gad Lerner ha riaperto i lunedì sera de L’infedele; giovedì mattina, su quotidiani di destra e di sinistra, la notizia della possibile presenza della D’Addario ad Annozero ha condiviso la prima pagina con la tragedia del Sud Est asiatico.

Non una voce né un rigo per lei, feto in passerella, non riesco a chiamarla diversamente.

Lunedì 28 settembre, Pomeriggio cinque,
il salotto, o meglio,
l’arena di Barbara D’Urso.

Justine Mattera, show girl televisiva, all’ottavo mese di gravidanza della sua secondogenita, giunge in studio preceduta da un servizio in cui si aggira in un negozio di arredi per neonati, alla ricerca d’ispirazione per la cameretta: pupazzi rosa, tulle, musica soft. La scena cambia in pochi minuti: entrano un lettino, un ecografo, un tecnico e una giovane dottoressa, anzi, s’infervora la D’Urso:

"I medici qui sono due, io sono la dottoressa Jo" - ricordando il suo ruolo in una serie televisiva. Disinvolta e sorridente, la Mattera si sdraia, alza la maglietta e offre il ventre al gel per la seconda ecografia televisiva in venti giorni.

Il 9 dello stesso mese, infatti, a Mattino cinque, Federica Panicucci che da quest’anno ha sostituito proprio la D’Urso nella conduzione del programma, con la scusa che per quel giorno la sua ospite aveva già prenotato un controllo, gliene aveva organizzato uno, con didascalia del centro medico da cui proveniva la specialista, e ringraziamento al proprio ginecologo che le aveva inviato la collega che illustrava le immagini del feto sul teleschermo, e, anche se al mattino non c’è pubblico, si sentì ugualmente un battimani, forse dai tecnici dello studio, alla pulsazione del cuore.

La seconda puntata del reality placentare, quel pomeriggio, riprende questo momento, perchè si apre proprio con la D’Urso, lacrime al ciglio, che invita ad accompagnare l’apparizione del cuore con un grande applauso, ma poi la voce del medico si avverte appena, sovrastata dai commenti della D’Urso, che lì per lì, mi sembravano staccati dalle immagini, pensavo addirittura che pur di cattivo gusto si indirizzassero alla madre; poi, però, ho capito che erano per lei, la piccola…Ho ascoltato un “che gnocca”, ripetuto più volte (è una delle espressioni che la conduttrice usa più spesso verso le donne), “che labbra carnose”, “che tette”, “che piedi lunghi e sexy”: tutte espressioni, per restare nell’ambito televisivo, che immagino o temo si sussurrino fra loro gli uomini davanti alle passerelle di Miss Italia. Per me è stato troppo, ho spento la tv, ma non è servito: a distanza di giorni questo feto così esposto, violato seppur simbolicamente e con il consenso della madre, mi indigna ancora, tanto più se lo colloco nel contesto che lo ha preceduto e seguito.

Pochi minuti prima dell’ingresso della Mattera, infatti,sempre a Pomeriggio cinque, si era parlato di pudore, di madri, d’amore. L’amore era certamente quello che mostrava di provare verso il partner il giovane in studio, il cui matrimonio con un altro uomo era stato benedetto da un sacerdote loro amico. Il pudore, insieme alla richiesta di scomunica per il prete, era invocato da Daniela Santanché, quasi un’ospite fissa ormai, della D’Urso e della Panicucci. Pudore, che secondo la leader del Movimento per l’Italia, dovrebbero avere i gay nel comportamento in pubblico, prima di lamentarsi per eventuali soprusi subiti; pudore che approvava nel compagno dell’ospite, restato dietro le quinte per non mettere in imbarazzo la propria madre davanti al teleschermo.

Mi chiedo perché gli omosessuali, di solito invitati come vittime di discriminazioni o violenze, continuino a frequentare Pomeriggio cinque: non sanno che il copione è sempre lo stesso? La D’Urso, dapprima sola, li accoglie con un sorriso e la solita domanda:- Possiamo darci del tu?- e chiede loro, con aria partecipe e compassionevole, di ricostruire in sintesi la storia che li riguarda, per poi far entrare i “leoni nell’arena”, Santanchè in studio e psichiatra Meluzzi in collegamento. Gli ammonimenti dei due, sostenuti dagli applausi degli spettatori in sala, sono noti: bisogna stare attenti, evitare effusioni in pubblico, ma insomma ragazzi, certi esibizioni come il gay pride, ma non l’avete ancora capito che vi danneggiano?
Ultimamente, poi, Meluzzi se l’è presa anche con gli eterosessuali della terza età esprimendo disgusto per una coppia di anziani che si scambiavano coccole sulla panchina del parco, perché queste scene, secondo lui, sono riservate agli adolescenti, gli unici belli a vedersi.

Proprio tre giorni dopo l’ecografia in diretta della Mattera, invece, nella puntata di giovedì 1 ottobre, il pudore dallo stesso psichiatra era irriso, dimenticato, nel suo invito alle donne musulmane ospiti in studio, a togliersi il velo, a mostrare il seno e le forme del loro corpo agli sguardi di tutti, perché il mondo ha bisogno della bellezza delle donne. E a queste giovani e meno giovani, che con compostezza rispondevano che loro si mostravano, certo, ma al proprio uomo, ai propri figli, urlavano tutti contro: Meluzzi che troneggiava dall’alto dello schermo, e poi un uomo fra il pubblico, cui la D’Urso si è premurata subito di passare il microfono, per dire che suoi amici egiziani durante il Ramadan hanno compiuto nefandezze di ogni genere, e come un coro greco si alzavano le voci delle altre spettatrici per incitare le donne velate a scoprirsi. A quel punto, “l’attrice protagonista” mette tutti a tacere: Barbara D’Urso alza le braccia, dichiara chiuso l’argomento e grida - Pubblicità-.

Ma gli spot di questi giorni, con più stile, eleganza, leggerezza rispetto alle scene descritte, non ci rasserenano, anzi, personalmente mi inquietano: se il regime fascista affermava di “prendersi cura” degli italiani “dalla culla alla tomba”, la tv sta andando oltre: ci suggerisce quale sia la colazione della bimba che Fiona May porta in grembo e segue i personaggi come Mike Buongiorno anche nell’Aldilà..
Quale sarà la prossima frontiera? Quale televisione vedrà (o farà) la figlia di Justine Mattera?

da zeroviolenzadonne.it

:bad:

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10 Anni 9 Mesi fa #194575 da Cyanide
No, scusa, ho capito bene? Un programma televisivo su un feto?

La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci (Isaac Asimov)

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10 Anni 9 Mesi fa #194824 da
di Doriana Goracci


Donne Aperte tra dibattiti e processi.

Sgomento e indignazione è il titolo che appare su Repubblica, per il caso Rosy Bindi, lei “più bella che intelligente” come ha dichiarato un Alto rappresentante del governo italiano. La Rosy, si difende, replicando: “Evidentemente io sono una donna che non è a sua disposizione”.
E il Dibattito si accende, viene ripreso dal Fatto, da Luca Telese che sa sempre metterci sentimento e analisi in certi Cuori Neri, come nei Fatti di donne. Ed è tutto un fiorire, con vario tenore, di lettere e proposte, appelli e riflessioni, reAzioni dal mondo femminile e femminista che ricevo, sdegnate e uscite dal silenzio:” sosteniamo la Rosy, siamo tutte Rosy Bindi ! ” Repubblica conduce questo Appello in Lotta con un clic.

Questo è quindi il Caso al Centro del Dibattito Discussione, rimbalzato anche sul Manifesto, su forma meno popolare e più analitica: SESSUALITÀ E POLITICA NEL POST-PATRIARCATO ” L’incontro – la prima occasione di confronto nazionale del femminismo sul “Berlusconi gate” – è pubblico e aperto a donne e uomini. Il testo di convocazione, firmato da Maria Luisa Boccia, Ida Dominijanni, Tamar Pitch, Bianca Pomeranzi, Grazia Zuffa è disponibile nel sito www.ilmanifesto.it

Poi mi arriva una lettera non anonima, da un giovane ragazzo che conosco bene, ed invita alla riflessione tutte e tutti i suoi giovani amici, tra cui io che giovane non sono. E’ una lettera scritta By Samantha Geimer February 23, 2003 che a chi mi legge non ricorda forse niente ma se scrivo Roman Polanski Fece Sesso Con Una Ragazzina Di 13 Anni. Ricercato E Desiderato forse qualcosa dice. La lettera di Samantha, datata 2003 ripeto, inizia così: “I met Roman Polanski in 1977, when I was 13 years old”.

E allora passeggiando nella Discussione apertasi tra Lodo e Nodo nazionale, leggo e vi riporto, questa recente del 7 ottobre 2009 ripresa da The Nation con mano femminile Katha Pollitt : “Un uomo adulto (R. Polansky), di 43 anni prese una ragazzina di 13 anni sola, l’ha fatta bere, le ha dato del quaalude, e, dopo avere controllato la data delle sue mestruazioni, l’ha stuprata, due volte, mentre lei si ribellava; si sottomise, come disse poi al gran Giurì, “perché avevo paura”. Gli fu permesso di ammettere la sua colpa per ottenere una condanna più lieve, come fanno molti stupratori, per evitare alla vittima il trauma di un processo con intervento e pubblicità da parte dei media. Ma ciò non significa che noi tutti dovremmo pretendere che ciò che accadde sia stato qualche cosa come un misto di libero spirito bohemien. La vittima ha impiegato anni per riprendersi. Nel Febbraio del 2008 il giudice della Corte Suprema Peter Espinosa decise che Polanski poteva contestare il suo giudizio. Tutto ciò che deve fare è rientrare negli Stati Uniti e sottomettersi alla legge. Perché questo non sarebbe corretto? Perché mai sarebbe chiedere troppo volere che un regista di fama mondiale, con un enorme seguito di amici potenti, ma che appena regolarmente condannato per un reato sessuale è volato all’estero, debba passare attraverso lo stesso regolare processo come chiunque altro?”
La risposta potrebbe essere, che non solo sono intercorsi tanti anni tra vittima e autore, soldi per il silenzio ma che questo è uno Stupro d’ Autore

Curiosa nel merito, questa analisi recuperata, maschile: “Rigorosamente contrari allo stupro sono (in genere) le donne e gli impiegati, le prime per evidenza, i secondi per sublimazione. Di fatto gli stupri sono ampiamente (quotidianamente) praticati, e tra i praticanti l’(ig)nobile arte non sono mancati perclari artisti. Sui contemporanei non saprei dire“.
Tutti interrogativi, domande, e indignazioni con tanto di punti esclamativi e firme ben note alla Rete, alla Stampa, ai Media tutti.


Poi ce n’è una storia “Si chiamava Carmela e aveva 13 anni” che è nell’archivio in tutti i sensi, bene raccontata nel Corriere della Sera il 17 aprile del 2007, scandalo, che toh, passa sotto silenzio, tranne che per certe di estrema sinistra…
Taranto: si uccide a 13 anni. 16 aprile 2007: “Una ragazzina di 13 anni si è uccisa ieri sera a Taranto gettandosi nel vuoto dall’ottavo piano di un edificio. La piccola – a quanto si è appreso – aveva subito violenza da parte di un vicino alcuni mesi fa ed era stato per questo affidata ad un istituto. Ieri era con i genitori in visita a dei parenti. La piccola non avrebbe lasciato messaggi“.
“E’ veramente scandaloso! Anche il 2 ottobre il processo per gli stupri subiti da Carmela, la ragazzina di 13 anni che si suicidò nell’aprile 2007 a Taranto, non è incominciato, PER LA TERZA VOLTA! – per “difetto di notifica” e il processo che vede imputati 3 uomini è stato rinviato al 5 marzo. E’ troppo strano per essere casuale. E quindi occorre fare chiarezza su come la magistratura di Taranto si sta muovendo su Carmela di fatto in maniera omertosa, fin dal primo momento. Ma nello stesso tempo registriamo ancora una volta che anche noi siamo sole a Taranto a portare avanti questa battaglia che è per Carmela ma anche per tutte le ragazze, le donne stuprate, uccise e violentate anche dalle istituzioni. Tutti quelli, politici, personaggi istituzionali, di associazioni, esponenti di partiti, che avevano fatto la passerella ad aprile 2007, sono, come accade sempre, spariti. Ma questo però ci fa essere ancora più determinate a portare avanti anche con la nostra piccola presenza la battaglia “Giustizia per Carmela”, pur venendo spesso anche noi volutamente oscurate, dai mass media, a cui abbiamo inviato la lettera che segue…“
Era dicembre del 2008 quando “noi donne” apprendemmo Carmela, stuprata. In tribunale la chiamano “prostituta”.

Scrivevano il 27 settembre del 2008: “Carmela aveva denunciato di essere stata violentata; e nessuno, né polizia, né magistrati, né assistenti sociali le avevano creduto o l’avevano presa sul serio.Ma le istituzioni avevano anche fatto di peggio. Hanno considerato Carmela “soggetto disturbato con capacità compromesse” e, quindi, poco credibile. Invece di perseguire chi l’aveva violentata, hanno di fatto perseguito una bambina rinchiudendola in vari istituti in cui Carmela non voleva stare. E, come ha denunciato il padre, usando il metodo facile di “calmarla” con psicofarmaci. Carmela aveva manifestato in vario modo la sua disperazione, ma per tutta risposta era stata classificata come “soggetto con problematiche psichiatriche”. E questi stessi magistrati, psichiatri che hanno deciso per Carmela, contro Carmela, quando è morta, si sono detti “sorpresi“.

Le “sinistre” dell’ MFPR a Taranto, di cui sopra, ribadiscono la loro solitudine, posso dare loro Torto?
Aggiungo che nella lettera inoltratavi di Katha Pollitt, si ripete per dato certo che a Samantha venne somministrato del quaalude, mezza pasticca: personalmente a me somministrata da minorenne, una al giorno per un anno, come consigliato ai miei genitori dall’ allora medico di famiglia, in quanto soggetto ansioso e con frequenti episodi di disturbo notturno del sonno , andando al bagno anche 10 volte, sopratutto in prossimità di interrogazioni ed esami.Venni poi, per questo motivo, operata per appendicite cronica al Policlinico Gemelli di Roma, ancora minorenne, dove faticai a risvegliarmi, in quanto la dose di sedativi somministrata era stata massiccia, suggerita dalla “suora” di guardia che mi aveva visto chiacchierare fino a notte fonda pre operazione, con una coetanea di corsia e venni riaperta 3 volte, al pronto soccorso dello stesso Ospedale, Università Cattolica del Sacro Cuore, perchè i punti non reggevano, tanto erano stati messi male e mio padre gridò, non so come si trattenne dal mettere lui le mani addosso al primario.

Aggiungo ancora che la signora Rosy Bindi in qualità di Ministro della Sanità firmò nel 1996, una circolare in cui consigliava, su indicazione del Consiglio Superiore di Sanità,” l’utilizzo dell’elettroshock nella cura delle seguenti patologie: depressione, mania, disturbo schizofreniforme, schizofrenia, catatonia, sindrome maligna da neurolettici, gravi disturbi mentali in corso di gravidanza, psicosi puerperale. La stessa circolare definisce la TEC come “presidio terapeutico di provata efficacia“. L’oggetto era : Terapia elettroconvulsionante.
Due terzi delle persone che subiscono l’elettroshock nel mondo sono donne.

La stessa richiesta, apriamo più Centri per gli elettroconvulsionanti, venne fatta anche ad altra Signora delle Istituzioni , Livia Turco, allora Ministro della Sanità, durante il Congresso di Psicopatologia dei migliori psichiatri a convegno all’Hilton, come se non fossero bastati i Centri-Cpt, che già aveva inaugurato congiuntamente con l’altro Signore delle Istituzioni, Giorgio Napolitano, difendendoli sempre come sue creature.

Ieri mentre stavo raccogliendo idee e notizie in merito a questi Trattamenti Sanitari Sdegnati, delle Donne autorevoli per le Donne altrettanto dotate di Onorevole Autorità, ascoltavo alle 10, 15, Ida Dominjianni, docente e giornalista, su Rai Tre – Faccia a Faccia: intervistava Umberto Galimberti che ha inaugurato a Venezia ieri, 9 ottobre, il primo Festival dei Matti al Teatro Goldoni.
Alle 15 , si poteva ritrovare Ida Dominjianni con Stefania Bartoloni, docente dell’Università Roma Tre. Erano all’ Aula 36 della Facoltà di Scienze della Formazione a Roma per trattare del Tema: Donne politica e istituzioni: Presupposti storico-politico-istituzionali della questione femminile – “percorso formativo gratuito attivato dall’Università Roma Tre nell’ambito di una convenzione stipulata con la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Pari Opportunità per favorire la promozione della cultura di genere e delle pari opportunità, 60 ore suddivise in 2 incontri settimanali da fine settembre a dicembre, è promosso dal Comitato Pari Opportunità dell’Università Roma Tre“.
Il giorno prima c’era stato un Convegno, a cura dello stesso Comitato Pari Opportunità,WOMEN AND SPACE, che “vuol mettere assieme alcune delle più brillanti e famose donne che lavorano nelle scienze dello spazio, dalle missioni spaziali, alle astrofisiche alle letterate“.

Ma ci hanno pensato gli Usa a mettere a segno il loro primato nello Spazio e non solo quello: “A segno la prima fase della missione Lcross della Nasa per cercare acqua sulla Luna. Un razzo Centaur si è schiantato sul cratere lunare Cabeus vicino al Polo Sud lunare alla ricerca di eventuali riserve idriche, seguito dalla ’sonda madre’. L’impatto a oltre 7.000 chilometri orari del ‘missile bomba’ Centaur, il primo stadio della sonda, con la superficie lunare è avvenuto alle 7:33 ora di Cape Canaveral, con alcuni minuti di ritardo sull’orario previsto, sollevando una nube di polvere lunare“.

Me lo sono perso questo Spazio e queste Opportunità , se le sono perse anche Carmela e le tante Matte che girano ancora vive, malgrado Loro, Sciolte. La polvere… lunare, non ci impedisce ancora certe osservazioni, pur senza titoli , per raccontare la nostra storia, incluse le disturbate.

Doriana Goracci

da gennarocarotenuto.it

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10 Anni 8 Mesi fa #196148 da EvoL

Ma finiamola dai.Siamo nel 2009 e stiamo ancora su tematiche oserei dire sessantottine.La donna,povera vittima del pressante e violento maschilismo.....ahahahahaha ma per favore.

Discorsi sul femminismo e sul maschilismo mi fanno ridere,mi sembra di dialogare tra bambini!Siamo in una società che dovrebbe essere civile cazzo  >:( Finiamola di fare 2 pesi e 2 misure!Sono il primo a non autorizzare minimamente la discriminazione sessuale o la violenza sulle donne,ma nemmeno mi sta bene che quando a macchiarsi di violenza,cosa ripugnante ripeto,sia un uomo allora subito diventa un mostro,mentre quando lo fa una donna sembra quasi che ne abbia diritto perchè è solo un suo modo di ribellarsi a un fantomatico sistema di controllo di ideazione maschile.


Beh aspetta però, io credo che un tempo il controllo maschile non era poi tanto fantomatico. Certo er aun contesto storico diverso, la donna aveva ruoli prevalentemente diversi e forse questo giustifica la nascita del femminismo come movimento di ribellione.

Comunque ti quoto in tutto! Basta con questo femminismo esagerato, è vero che in alcuni casi c'è ancora sessismo e via dicendo ma a volte si esagera. Io credo che sia controproducente per la donna stessa.

Poi d'altra parte ci sono i gruppi che si definiscono anti-femministi reagendo in maniera radicale al femminismo.
Si parla tanto di parità sessuale, e poi abbiamo questi esempi sia da una parte che dall'altra, davvero sembra di essere all'asilo  :bad:

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10 Anni 8 Mesi fa - 10 Anni 8 Mesi fa #196219 da
evol, lucaleo lo aveva scritto subito dopo il post messo da drhouse sulla stessa linea del tuo:
il titolo del tread era una forma di provocazione!
se leggi bene cosa vuole dire l'articolo, cosa che temo tu  non abbia fatto, noterai che non vi è del becero femminismo rococo' in esso, bensì una provocazione.
In esso purtroppo si parla di storie di padri padroni e di stato assente in storie di ordinaria violenza, da parte di quelle istituzioni nate per tutelare donne e minori e che ai giorni nostri non dovrebbero più esistere, ed invece diventano centri per perpetrare ancora forme piu' subdole di violenza e prevaricazione, tutto qua!
...scusami tanto se la storia della piccola Carmela (suicidatasi circa 2 anni fa perchè sottratta alla sua famiglia per una presunta molestia in casa, per esssere rinchiusa in una casa famiglia, e imbottita di psicofarmaci per nascondere le vere violenze di cui veniva fatta oggetto da coloro che avrebbero dovuto invece tutelarla, tanto ormai era "rovinata" quindi, sevizia più sevizia meno, la piccola pazza non si sarebbe ribellata) ti ha creato un disagio tale da indurti al vomito, pero' credimi in esse non c'è alcun femminismo da operetta, ma solo la storia triste di una famiglia con un epilogo ancora piu' drammatico.......
:dash:
Ultima Modifica 10 Anni 8 Mesi fa da .

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