Specialistica in Italia per un laureato all'estero

6 Anni 2 Mesi fa #279842 da Paradise92

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    Quello che vorrei chiedere è : posso entrare in una specialistica in Italia se possiedo una laurea estera?

    So' che per un italiano è possibile specializzarsi anche in altri paesi, ma nel mio caso (studio in Romania), al termine degli studi potrò provare ad entrare in un posto italiano.

    Avete qualche esperienza a riguardo?


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    6 Anni 2 Mesi fa - 6 Anni 2 Mesi fa #280011 da Paradise92

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    6 Anni 2 Mesi fa #280020 da AbbiFede

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    6 Anni 2 Mesi fa #280025 da MoonWolf

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  • - se hai l'abilitazione a esercitare la Professione in Romania devi fare richiesta al Ministero della Sanità per essere abilitato in Italia (non so come funzioni questa cosa, ma se non vado errato devi aver esercitato per almeno 5 anni nel paese in cui sei abilitato)

    - se non hai l'abilitazione devi far riconoscere la laurea al MIUR e poi fare l'esame di stato per l'abilitazione in Italia... il difficile viene qui: spesso il MIUR non riconosce l'intero corso di laurea, ma singoli esami, quindi dovrai fare quelli che ti mancano nelle università italiane (questo significa fare il test d'ammissione, quindi andare all'estero per evitare il test non serve a molto ;) ), una volta superato il test, in base agli esami che ti sono stati riconosciuti dal MIUR verrai messo nell'anno più appropriato (in genere V o VI in base a quanti e quali esami ti mancano)... poi dovrai finire come se fossi uno studente italiano: tesi, tirocinio ed esame di abilitazione

    la direttiva 2005/37 CE dovrebbe prevedere un'agevolazione per il riconoscimento delle lauree eseguite nella comunità europea, ma non saprei dirti di più... ti conviene informarti da qualcuno che se ne intende, tipo un avvocato

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    6 Anni 2 Mesi fa #280031 da Paradise92

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  • Grazie per la spiegazione MoonWolf.
    Tuttavia la laurea che andrò a conseguire (nel caso decidessi di terminare i miei studi qua) è abilitante, ossia tornato in Italia non dovrò richiedere abilitazione alcuna, visto che mi verrà riconosciuta automaticamente.

    Ecco la direttiva 2005/36/CE (aggiornata all'adesione della Romania):

    eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ....0036:20090427:it:PDF

    Perciò una volta laureato, nessun test, nessun tirocinio e nessun esame di stato , visto che avrò già fatto tutto in Romania.

    Inoltre io sono andato all'estero, non per aggirare il test, ma per una maggiore preparazione pratica. Tuttavia anche se ci fossi venuto per aggirare il test, i fatti sul riconoscimento non cambiano  ;)

    Ma veniamo a quello che volevo chiedere:
    Dal momento che la laurea è riconosciuta in Italia, posso accedere ad un corso di specialistica?

    Quali sono i requisiti per accedere ad una specialistica italiana? Solo il superamento del concorso ed avere una laurea in medicina e chirurgia riconosciuta?

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    6 Anni 2 Mesi fa #280051 da lucadoc

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  • Quali sono i requisiti per accedere ad una specialistica italiana? Solo il superamento del concorso ed avere una laurea in medicina e chirurgia riconosciuta?

    molte scuole richiedono l'iscrizione all'albo dei medici per poter partecipare al concorso. Per quanto riguarda il concorso stesso devo avvisarti che forse le cose stanno per cambiare radicalmente, ma è ancora tutto da decidere. In ogni caso ad oggi funziona così: ci sono 3 prove, la prima consiste in 60 domande a crocette pescate a caso da un database di cui sono note sia le domande che le risposte. Capirai da solo che tutti fanno sempre 60/60 nella prima prova. La seconda consiste nella discussione di un quesito clinico inerente alla specialità che vuoi fare, e viene corretto con giudizio insindacabile da una commissione nominata dall'università. La terza consiste nella valutazione del curriculum di cui viene considerato il voto di laurea, i voti degli esami attinenti alla specializzazione scelta, l'attinenza della tesi, gli elettivi e le pubblicazioni. Dato che di solito chi prova ad accedere ad una specializzazione ha una tesi attinente, voti alti negli esami attinenti, gli elettivi attinenti, e anche qualche pubblicazione, è chiaro che il voto che fa la differenza nel punteggio finale non è né quello della prima, né quello della terza componente del concorso, bensì quello della seconda prova: le correzioni di ciò che scrive il candidato sul quesito clinico sono date da una commissione che usa dei parametri spesso incomprensibili, penalizzando molto alcuni e molto meno altri. Inutile che ti dica che è grazie a questa seconda prova che chi deve entrare entra, e chi non deve entrare sta fuori. In altre parole, se ti conoscono e vogliono te in reparto perché ti considerano bravo o perché sei nipote/amante/marito/moglie del primario bene, se no stai fuori. Non a caso spesso è molto difficile per un esterno riuscire ad entrare. Non sto dicendo che sia così dappertutto, ci saranno anche università in cui la correzione della seconda prova è assolutamente imparziale, però è un problema che viene sollevato molto spesso.

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    6 Anni 2 Mesi fa #280053 da Paradise92

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  • Quali sono i requisiti per accedere ad una specialistica italiana? Solo il superamento del concorso ed avere una laurea in medicina e chirurgia riconosciuta?

    molte scuole richiedono l'iscrizione all'albo dei medici per poter partecipare al concorso. Per quanto riguarda il concorso stesso devo avvisarti che forse le cose stanno per cambiare radicalmente, ma è ancora tutto da decidere. In ogni caso ad oggi funziona così: ci sono 3 prove, la prima consiste in 60 domande a crocette pescate a caso da un database di cui sono note sia le domande che le risposte. Capirai da solo che tutti fanno sempre 60/60 nella prima prova. La seconda consiste nella discussione di un quesito clinico inerente alla specialità che vuoi fare, e viene corretto con giudizio insindacabile da una commissione nominata dall'università. La terza consiste nella valutazione del curriculum di cui viene considerato il voto di laurea, i voti degli esami attinenti alla specializzazione scelta, l'attinenza della tesi, gli elettivi e le pubblicazioni. Dato che di solito chi prova ad accedere ad una specializzazione ha una tesi attinente, voti alti negli esami attinenti, gli elettivi attinenti, e anche qualche pubblicazione, è chiaro che il voto che fa la differenza nel punteggio finale non è né quello della prima, né quello della terza componente del concorso, bensì quello della seconda prova: le correzioni di ciò che scrive il candidato sul quesito clinico sono date da una commissione che usa dei parametri spesso incomprensibili, penalizzando molto alcuni e molto meno altri. Inutile che ti dica che è grazie a questa seconda prova che chi deve entrare entra, e chi non deve entrare sta fuori. In altre parole, se ti conoscono e vogliono te in reparto perché ti considerano bravo o perché sei nipote/amante/marito/moglie del primario bene, se no stai fuori. Non a caso spesso è molto difficile per un esterno riuscire ad entrare. Non sto dicendo che sia così dappertutto, ci saranno anche università in cui la correzione della seconda prova è assolutamente imparziale, però è un problema che viene sollevato molto spesso.


    Grazie mille per la disponibilità.
    Posso chiederti come cambieranno (se cambieranno) le cose?

    Inoltre a me piacerebbe fare dermatologia o malattie infettive, sono specialistiche molto ambite?

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  • Posso chiederti come cambieranno (se cambieranno) le cose?

    tieni conto che la proposta in discussione sta dividendo molto gli stessi studenti di medicina, in più il governo che ha portato avanti questa ipotetica riforma ha i giorni contati, per cui è tutto molto molto incerto. In ogni caso questa riforma consiste nell'abolizione del database da cui sono estratte le domande a crocette. La prima prova quindi sarebbe fatta sul modello del test d'ingresso, con domande non note elaborate da una commissione nazionale scelta dal ministero. Le domande sarebbero in parte riguardanti la medicina generale e in parte riguardanti la specialistica che si è scelto. Il ministero dovrebbe fornire dei programmi dettagliati su cui gli studenti possano prepararsi al test, ma si tratterebbe comunque di argomenti tutti svolti nei 6 anni di corso. La seconda prova invece verrà abolita. La terza componente del concorso, cioè la valutazione del curriculum sarà ampiamente ridotta, ovvero si vogliono dare dei punti per il 110 e lode(non so dirti quanti), e mi pare anche per gli esami attinenti ma tutto il resto sarà tolto(elettivi, pubblicazioni, internati ecc...). In pratica la vera prova da superare diventerebbe la prima, mentre il curriculum diventerebbe molto meno rilevante e i professori non potrebbero più influenzare così tanto l'entrata in specializzazione. Chiaro che non tutti sono d'accordo, per esempio si obietta che ridurre 6 anni di medicina ad un solo test a crocette è ingiusto e io sono abbastanza d'accordo, ma del resto se uno ha preso tutti 30 e 30 e lode non avrà problemi a rispondere a tutte le domande...se i 30 sono meritati... :malig:

    a me piacerebbe fare dermatologia o malattie infettive, sono specialistiche molto ambite?

    questo varia molto da sede a sede. Posso dirti che da me malattie infettive non è ambita per niente, dermatologia invece si, molto. Devi chiedere nelle varie sedi in cui potresti provare se è ambita o meno prima di decidere.

    comunque se ti interessa qui trovi nel dettaglio cosa potrebbe cambiare e come:
    https://attachment.fbsbx.com/file_download.php?id=446705242076332&eid=ASuWY5Rq1CjL85inOmfdyIs8VCP7fDwhORSOmKGW3l_1OFc4sdwvUjfXPIXecgNXDzc&inline=1&ext=1363519176&hash=ASsKvx-NoTRDOBum

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  • Ecco.. Ora ho un quadro più chiaro della cosa.
    Grazie per la completezza della tua risposta.

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