In Italia mancheranno 20.000 medici

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8 Anni 10 Mesi fa #214070 da lucadoc
L’IPOTESI DI AUMENTARE I CONTRATTI FINANZIATI DALLO STATO E DI RICONVERTIRE I PICCOLI OSPEDALI
In Italia mancheranno 20 mila medici

Più pensionati che nuovi ingressi. E il governo vara il Piano sanitario

ROMA - È un’emorragia inesorabile. Se non verrà tamponata porterà in breve al dissanguamento della sanità pubblica in termini di medici. I dirigenti ospedalieri, i primari e gli aiuti per usare termini più masticati dai cittadini, sono in via di estinzione. Uno dei problemi urgenti da risolvere secondo lo schema di Piano sanitario nazionale per il triennio 2011-2013 approvato ieri dal Consiglio dei ministri nella sua forma preliminare. Il documento che indica obiettivi e correttivi è all’inizio del cammino. Dovrà essere votato dal Parlamento.

Tra i capitoli nevralgici, le risorse umane. Previsioni nere. La stima è che entro il 2015 diciassettemila medici lasceranno ospedali e strutture territoriali per aver raggiunto l’età della pensione. In parte non verranno rimpiazzati per la crisi economica e i tagli del personale. In parte mancheranno i rincalzi. Dovremo anche noi ricorrere all’assunzione di stranieri come Gran Bretagna e Stati Uniti?

La crisi italiana si avvertirà in modo sensibile a partire dal 2012, avvio di un «saldo negativo tra pensionamenti e nuove assunzioni». La forbice tra chi esce e chi entra tenderà ad allargarsi anche per penuria di nuovi professionisti sfornati dalle scuole di specializzazione. Squilibrio ancora più evidente nelle Regioni in deficit che devono gestire rigidi piani di rientro.

I tecnici del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, propongono correttivi che consistono nell’aumento di risorse finanziarie per la formazione degli specialisti. Bisognerebbe innalzare il numero dei contratti finanziati dallo Stato. Ora sono 5 mila, insufficienti. L’analisi va nel dettaglio. Dal 2012 al 2014 è prevista una carenza di 18 mila medici che diventeranno 22 mila dal 2014 al 2018. Legato a questo il problema degli specializzandi in medicina veterinaria, odontoiatria, farmacia, biologia, chimica, fisica e psicologia che oggi non ricevono borse di studio. Per la loro formazione viene indicata una copertura per 800-1.000 contratti. Per Stefano Biasioli, segretario della Confedir, la confederazione dei dirigenti in pubblica amministrazione, «lo squilibrio tra necessità e programmazione nelle scuole di specializzazione è un fenomeno già presente che si sta aggravando anche perché il numero di posti nelle scuole non viene adattato alle esigenze di mercato». Alcune specialità sono in uno stato di sofferenza cronica. Anestesia, radiologia, pediatria, nefrologia, geriatria (con la popolazione che invecchia) e tutta la chirurgia. «Si guadagna molto poco agli inizi, si rischia molto. Due ragioni per scegliere altre strade», testimonia le difficoltà dei colleghi il trapiantologo Antonio Pinna.

Il Piano sanitario individua altri ingranaggi da cambiare nella sanità. Occorre riqualificare la rete ospedaliera con la riconversione degli ospedali di piccole dimensioni e la loro trasformazione nei nuovi modelli di offerta territoriali sviluppati dalle Regioni. Va rivista, poi, la rete dei laboratori di analisi, mal distribuiti. Soprattutto in considerazione della sua importanza: il 60-70% delle decisioni cliniche partono da qui. Il Piano si sofferma anche sul tema delle vaccinazioni con particolare attenzione a quella antimorbillo.

Margherita De Bac
http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_22/de-bac-italia-mancheranno-venti-mila-medici_e81a8bce-25f0-11e0-8bad-00144f02aabc.shtml

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8 Anni 10 Mesi fa #214074 da futuroortopedico
poveri noi...

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8 Anni 10 Mesi fa #214093 da Morello

poveri noi...


perchè??

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8 Anni 10 Mesi fa #214094 da lucadoc

perchè??

perché sarai costretto a fare turni massacranti, più massacranti di quelli che si fanno già adesso. Perché se mancano medici forse dovremo fare come l'inghilterra che ha pagato profumatamente professionisti stranieri in modo che venissero a lavorare per loro. Tutto questo a fronte di medici italiani già specializzati che spesso non hanno un contratto a tempo indeterminato. Poi sul fatto che i giornali debbano sparare il titolone per fare notizia siamo tutti d'accordo, ma la situazione non è delle più rosee in effetti.

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8 Anni 10 Mesi fa #214100 da Leizer
Mah io penso che se mancano medici una volta che ci specializzeremo non avremo difficoltà a trovare lavoro, il che è positivo, e poi turni massacranti?? A tutto c'è un limite...
Che la situazione non sia rosea son d'accordo, il nostro governo doveva svegliarsi ben prima per far fronte a questo.

Eppur si muove

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8 Anni 10 Mesi fa #214101 da lucadoc
L'altra verità su medici e ospedali

Com'è possibile che nello stesso ospedale le buste paga ci siano così clamorosamente diverse? Quali relazioni, quali coperture e quali trucchi servono per legare pochi a indennità d'oro? A Piccola Italia, dopo la pubblicazione di alcuni scandalosi redditi agguantati nei meandri di una normativa che allarga le maglie della discrezionalità e premia i pochi e soliti noti, sono giunte testimonianze che raccontano un'altra verità sui medici e sugli ospedali. Sull'Italia e su questo cattivo tempo. 

Giuseppe è pediatra oncologo, vive e lavora a Perugia: "Arrivo a circa 52 mila euro scarsi l'anno, ho 36 anni, ho due figli e moglie a carico. E sono precario. Sono specialista in oncologia, lavoro come pediatra oncologo, ho un dottorato di ricerca in ematologia e diversi altri post-it nel mio curriculum. Perché dico questo? Perché della smania e della voglia di essere "medico" non me ne resta più traccia. Della passione iniziale adesso solo routine. In reparto siamo in quattro e facciamo turni massacranti, un week end libero al mese. Non abbiamo diritto a ferie scientifiche o di aggiornamento. Non ci viene pagato lo straordinario che facciamo e ci viene imposto di ridurre le ore di accesso notturno. L'assistenza ai malati del nostro reparto è lasciata al nostro buon cuore e al rimorso che un giorno in più di ferie possa essere troppo per loro. Ed oggi leggo di illustri colleghi che prendono fino a 600 mila l'euro l'anno. Io che non ho tempo per me ed i miei figli, che devo pregare la banca per un fido di 3000 euro, cos'altro devo aspettarmi da questa Italietta? E loro come fanno ad arrivare a tali retribuzioni? Che tristezza ed amarezza".

Maura ha cinquant'anni. E' neurologa. "La mia carriera di dipendente a tempo indeterminato è iniziata solo 12 anni fa. Prima ero dottore di ricerca in neuroscienze, successivamente Fellow negli USA e poi borsista CNR. Il mio reddito non supera i 55mila euro lordi e la mia pensione (se mai la prenderò) sarà inferiore al 50 per cento di quanto oggi guadagno. Forse non avrei limitato al penultimo rigo la descrizione delle reali condizioni economiche della "truppa", ed avrei invece marcato meglio che con tale remunerazione i medici fanno turni massacranti, non hanno il tempo di recuperare, vengono letteralmente aggrediti da tutti, schiacciati tra la riduzione delle risorse economiche e le scelte da fare per la salute del paziente, senza un riconoscimento adeguato e non solo in termini economici".

"Sono un medico ospedaliero  -  scrive Salvatore, da Brescia - e ho diligentemente messo sul sito del mio ospedale sia il curriculum che lo stipendio. Dopo di che io, infettivologo, mi sono trovato ad avere entrate pari o anche superiori a colleghi cardiologi, ginecologi, chirurghi, ortopedici. Dov'è il trucco? Semplice, i proventi della libera professione non vengono inclusi e quindi non sono conteggiati, così io, che non raggiungo mai i 1000 euro al mese lordi per tale voce, mi trovo come colleghi che in realtà guadagnano 10 volte tanto! E poi ho anche scoperto che i colleghi universitari non pubblicano il loro stipendio, compresi i direttori di struttura".

Luciano, ospedale di Carbonia. "Ho 45 anni ed ho iniziato a lavorare come medico ospedaliero a 35 anni. Tra la maturità scientifica, regolarmente conseguita a 18 anni, ed i 35 anni ci metta 6 anni di corso di Laurea, 4 anni di Specializzazione, il servizio militare e diversi anni di lavoro sottopagato effettuato ovunque capitasse. Ho lavorato in cliniche private per 10.000 lire all'ora. Meno di quanto davano a chi effettuava le pulizie!
Attualmente lavoro in una Divisione di Medicina svolgendo esclusivamente attività di corsia compresi i turni di guardia notturni e festivi. Noi siamo aperti 24 ore su 24 per tutti i giorni dell'anno. Sa cosa vuol dire?
Sa cosa vuol dire sentire alla radio domande del tipo: siete stati oggetto o pensate di essere stati oggetto di malasanità? Venite da noi, facciamo la denuncia e solo se la si vince ci pagate! I denunciati, siamo noi! Sa quanto dura una causa nel nostro paese? Sa quanto costa? Sa chi anticipa? E non oso pensare di fare qualche errore. Eppure sono un essere umano".

"Io  -  accusa Enzo - sono "costretto" , per garantire le urgenze della Unità Operativa dell'ospedale ove lavoro, a più di dieci turni di pronta disponibilità notturna e festiva (quindi almeno due domeniche al mese) al modico prezzo di 20,66 euro. Forse si dirà che moltiplicato per 12, le ore del turno di reperibilità (dalle ore 20 alle ore 8 del giorno successivo), non è male... Ma c'è un equivoco. Le 20,66 euro sono per tutte e dodici le ore del turno, e sono lorde... Per cui, sottraendo il 40% circa dell'Irpef, al netto sono 1 (uno) euro l'ora! Quindi 1 euro l'ora per essere disponibile a raggiungere in massimo 20 minuti-mezz'ora l'ospedale (ogni ritardo è punibile anche in sede penale) ed essere in grado di affrontare un'urgenza - che sia un intervento chirurgico per rottura di milza a causa di un incidente stradale oppure una consulenza per un paziente in pronto soccorso o ricoverato nei vari reparti ospedalieri. Certo, in un periodo di crisi e disoccupazione parlare di soldi da parte di chi è "priivlegiato" e guadagna come me intorno agli 80mila euro lordi l'anno stona un poco, ma bisognerebbe bussare ad altre porte, non accusare chi fa andare avanti la baracca...".

"Lavorare per più di dieci ore al giorno in ambiente ospedaliero  -  racconta Pierangelo, medico in  Piemonte -  è molto duro e si perde la concentrazione, ma in sanità ormai questo monte ore è la norma, ci si lamenta solo quando le ore diventano 13 -15... Per un giovane vecchio di 61 anni come me le mie otto ore giornaliere  + 2/4 ore aggiuntive quotidiane pesano".

Marco, ospedale Brotzu di Cagliari, prende in mano il suo Cud 2010: "A riga 1 compare 66.059.85 (lordi, tenga conto che il mio scaglione è, se non sbaglio, del 43%...). Sono uno degli italiani più ricchi! Faccia un po' lei i calcoli: quanto porto a casa ogni mese dopo vent'anni di servizio?"

"La mia dichiarazione dei redditi  -  dice Fabio, un chirurgo di Milano - è di circa 65.000 euro senza "l'altro" (che per noi chirurghi non esiste se non per anestesisti e radiologi che per ridurre liste d'attesa lavorano in libera professione per l'azienda stessa, che paga profumatamente) dopo 20 anni di lavoro. L'impressione è che nell'ultimo decennio vi sia stata una contrazione insostenibile delle risorse umane e materiali con il solito proposito di favorire il privato convenzionato a discapito della qualità del servizio pubblico. Infatti, quel che si è ottenuto nella mia divisione di chirurgia generale, è stato di prorogare le liste d'attesa sino a due anni (ovviamente per ciò che non è urgenza e neoplasie), cioè sino a quando il paziente decide di utilizzare un'altra struttura. Nel corso dell'ultimo anno, per esempio, il turn over di pensionamento della mia divisione non è stato rispettato per gravi carenze di organico, e però non ha intaccato alcun servizio per i cittadini. Evidentemente ciò è potuto accadere grazie al nostro impegno. Da circa 12 mesi infatti non vengono rispettate le regole basilari del contratto di lavoro determinando un conseguente carico di servizi tale da rendere rischiosa la nostra opera. Non esistono riposi compensativi (un giorno di riposo dopo il week end di lavoro cumulato a tutta la settimana precedente), oltre 20 giorni di lavoro consecutivi con otto reperibilità all day and night long, più inframmezzate notti in pronto soccorso , sale operatorie cinque giorni alla settimana  e via dicendo. Il mio pensiero è che le strutture ospedaliere non sono aziende. Non si può pensare di avere profitti su un costo sociale, se non sfruttando il lavoro altrui e la salute della comunità".

Da Roma, Carmen: "Io invece sono un medico ospedaliero, specialista assunta a tempi indeterminato. Vinto regolare concorso pubblico, espletato il quale ho atteso altri due anni circa per l'assunzione definitiva, causa il solito blocco. Ho una figlia minore, pago un mutuo di circa mille euro il mese, lavoro a 40 km da Roma e non svolgo attività privata. Il mio reddito imponibile arriva a 58 mila euro, ho un prestito mensile Inpdap di 300  euro, le grosse spese non posso farle in contanti, quest'anno vacanze sì, ma a casa. Lavoro bene, i pazienti mi cercano , ma l'unico modo che ho per arrotondare il mio stipendio, sono gli straordinari, e i miei colleghi sono ben felici di cedere notti che concentro quando mia figlia sta dal padre, per non darle disagio e per non pagare baby sitter... Mi infastidisce il tono insinuante che noi medici ospedalieri siamo una lobby intoccabile, che accumuliamo denaro ai danni della collettività, che non arriva invece a fine mese. Ma la quarta settimana del mese, lo so benissimo anch'io, sulla mia pelle, cosa significa... So di svolgere un lavoro che spesso fa la differenza, sul crinale della vita e la morte (sono cardiologa). Posso affermare, anche dal confronto con le retribuzioni europee, che da cardiologo turnista sono sottopagata. A proposito, scrivo dal computer di casa. Stasera, notte di ferragosto, sarò di guardia".

"Io sono un anestesista rianimatore ospedaliero di La Spezia  -  scrive Marco -  ho letto con molto interesse e ancor più stupore il suo articolo in merito agli stipendi di alcuni medici. Sono sbigottito, perché io percepisco dopo 14 anni di servizio 70000 euro lordi annui (cud 2009) e non riesco a capire attraverso quale meccanismo si possa raggiungere certe cifre".

Gregorio si è trasferito a Honolulu, e spiega il perché: "Faccio il chirurgo negli Stati Uniti dopo aver lasciato l'Italia disgustato dalle schifezze del paese e del mondo ospedaliero. Mi sono specializzato in chirurgia dei trapianti di fegato ed intestino. Ho eseguito il primo trapianto mutiviscerale totale pediatrico mai fatto in Italia (ospedale di Bergamo). I miei anni all'estero non sono valsi a nulla. nessun incarico dirigenziale. concorsi da primario vinti dai raccomandati. Per i trapianti all'inizio il chirurgo operatore riceveva la mostruosa cifra di 600 euro lordi (poi abolita dai sindacati). Nell'ultimo anno 2006/7 per un trapianto effettuato di notte percepivo l'enormità di 20 euro l'ora!".

Donatella, di Brescia, primario, è sconsolata:  "Personalmente faccio le guardie diurne e notturne e le reperibilità, i giorni festivi e in media il doppio delle ore settimanali dei miei collaboratori. L'Italia oggi soprattutto è piene di malandrini ad ogni livello. Ma si pensi anche a tutti noi che cerchiamo tra le mille difficoltà della sanità pubblica di fare onestamente il nostro lavoro, senza privilegi di casta".
http://www.repubblica.it/rubriche/piccolaitalia/2010/08/17/news/lettere_medici-6330567/

questa è la situazione ragazzi...vedete voi

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8 Anni 10 Mesi fa #214102 da lucaleo
I vecchi rimarranno aggrappati ai posti più appetibili dal punto di vista professionale e remunerativo come mitili alla carena di un gozzo da pesca. Quelli che saranno costretti a lasciare per questioni anagrafiche o di morte li avranno già lasciati in eredità ai propri rampolli. Saranno disponibili gli incarichi a più elevato rischio e/o a meno reddito, come ad esempio medico generico di una costellazione di 150 borghi semi-disabitati a un milione di km di distanza fra loro, disseminati su una catena montuosa, collegati da mulattiere ghiacciate.

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8 Anni 10 Mesi fa #214107 da AleLehninger
Io non capisco...ok che si parla di guadagno LORDO, ma comunque come stipendio NETTO prenderanno MINIMO 2500 euro al mese... facendo due calcoli. Un dottore ( con dottorato di ricerca ..in qualsiasi ambito) che ha studiato praticamente tanti anni quanti un medico specializzato prende spesso 800 euro al mese. Un operaio che non ha studiato nulla ma che fatica duramente minimo 8 ore al giorno prende 1200 euro al mese... un medico che fa grossi sacrifici, ha studiato tantissimo e ha molte responsabilità se prende 2500 euro al mese ( mediamente, poi sicuramente quelli che lavorano ANCHE nel privato prendono molto di più) è giusto. Cosa vogliono? 10.000 euro al giorno?
Se è vero che mancano medici, bene che si formino più specializzandi! però questo comporterà: stipendi più bassi per gli specializzandi, e se si potranno poi assumere più medici per fare turni meno massacranti e lavorare meglio  allora anche gli stipendi dei medici diminuiranno un po'.... poi voglio vedere quanda gente "sognerebbe Grey's Anatomy"...

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8 Anni 10 Mesi fa #214108 da DrHP

Io non capisco...ok che si parla di guadagno LORDO, ma comunque come stipendio NETTO prenderanno MINIMO 2500 euro al mese...

Vivi in famiglia, eh? Se hai figli e un mutuo da pagare è poco, fidati. Specialmente in una grande città.
E comunque non è questo il punto.
Il punto è la netta disparità (generazionale e non) tra gli stipendi dei medici, e la correlazione nulla tra responsabilità, carico di lavoro, impegno e la retribuzione.
Lucaleo ha perfettamente ragione: lavoro ce n'è molto, sottopagato e rischioso. Quello ben pagato, o pagato il giusto, è già prenotato dagli eletti: figli, parenti e amanti dei sessantottini (che vanno in pensione e si fanno riassumere come consulenti, così ciucciano il corrispettivo di una decina di stipendi di specializzandi).
La stessa specialità è di fatto un parcheggio per sottopagare dei medici. Continuo a ripetere che è immorale e assurdo che chi ha fatto queste regole si sia specializzato con tre anni di frequenza in reparto, quando non con un anno (UN ANNO) all'estero, dopo essersi spesso laureato in 8-10 anni (leggete i curricula, se non ci credete).
Io parlo della specialità che conosco, la pediatria: c'è necessità di pediatri ospedalieri e di pediatri sul territorio: la richiesta di assistenza da parte dei cittadini è enorme. Malgrado questo i posti in specialità sono contingentati e lo resteranno, perché "non ci sono fondi". Non si capisce bene perché non ci siano mai fondi per gli specializzandi e invece non ci siano mai problemi per gli stipendi dei soliti noti, almeno 10 volte superiori.



Mai darsi per vinti! Mai arrendersi!
comandante Peter Quincy Taggart
Galaxy Quest, 1999

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8 Anni 10 Mesi fa #214109 da lucadoc

Cosa vogliono? 10.000 euro al giorno?
Se è vero che mancano medici, bene che si formino più specializzandi! però questo comporterà: stipendi più bassi per gli specializzandi, e se si potranno poi assumere più medici per fare turni meno massacranti e lavorare meglio  allora anche gli stipendi dei medici diminuiranno un po'....

sono 60 anni che in Italia mancano i fondi. Mancano per fare qualsiasi cosa: mancano per l'istruzione, per l'ambiente, per la cultura, per il lavoro, per le infrastutture, per comprare la carta igienica nei cessi delle scuole elementari(giuro che mia sorella la deve portare da casa!!)ecc ecc... la domanda è perché? perché se formo più specializzandi devo necessariamente diminuire gli stipendi?perché se assumo più medici non posso pagare tutti come prima? Dove finiscono i soldi che paghiamo in tasse, tra le più alte d'europa? perché si dice che la sanità è pubblica ma poi se non vado nel privato neanche riesco ad ottenere una visita? perché i sessantottini possono avere studio privato + lavoro in ospedale + cattedra all'università e ci sono professionisti giovani, due volte più preparati di quelle vecchie cariatidi, che non hanno nemmeno un contratto decente?non dico tanto eh...giusto per poter andare in banca a chiedere un mutuo per la casa senza doversi vergognare...

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