Sulla durata dei ricoveri

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8 Anni 9 Mesi fa #215752 da Theli
Sulla durata dei ricoveri è stato creato da Theli
La vicenda è narrata qui:

La Cassazione: la salute deve prevalere su criteri contenimento spesa sanitaria
Annullata assoluzione di medico che dimise un paziente il quale poi morì. Sentenza critica linee guida economiche

ROMA - I criteri di economicità, nel contenimento della spesa sanitaria, non possono prevalere sul diritto alla salute dei cittadini ricoverati negli ospedali e le dimissioni del paziente devono essere decise solo in base a valutazioni di «ordine medico», e non ancorate ai criteri fissati dalle linee guida in uso nelle strutture sanitarie. Lo sottolinea la Cassazione annullando l'assoluzione di un medico dall'accusa di omicidio colposo di un paziente dimesso, seguendo i criteri delle linee guida, dopo 9 giorni, da un intervento cardiaco.

La Quarta sezione penale della Cassazione - nella sentenza 8254 - ha accolto il ricorso della procura della Corte d'Appello di Milano, e dei familiari del paziente deceduto per essere stato dimesso troppo frettolosamente, contro l'assoluzione di Roberto G., medico dell'ospedale civile di Busto Arsizio nel quale Romildo B. era stato ricoverato il 9 giugno 2004 per infarto al miocardio.

Sottoposto ad angioplastica con applicazione di uno stent medicato, veniva dimesso dopo 9 giorni, il 18 giugno, dal momento che risultava «asintomatico e stabilizzato». Quella stessa notte, Romildo B. ebbe un nuovo scompenso e nonostante la moglie ed il figlio lo avessero trasportato subito in ospedale, vi giunse già in arresto cardiocircolatorio.

Se l'uomo non fosse stato dimesso, ha accertato la perizia, sarebbe sopravvissuto per le rapide cure che avrebbe ricevuto in reparto. In primo grado il medico che firmò le dimissioni, venne condannato a 8 mesi di reclusione e a risarcire i danni morali ai familiari. In appello fu assolto «perchè il fatto non costituisce reato» in quanto il medico aveva seguito le linee guida in tema di dimissioni. Ora la Cassazione che ha accolto il reclamo della procura e dei familiari.

I supremi giudici criticano le linee guida obiettando che «nulla si conosce dei loro contenuti, nè dell'autorità dalle quali provengono, nè del loro livello di scientificità, nè delle finalità che con esse si intende perseguire, nè è dato di conoscere sè rappresentino un ulteriore garanzia per il paziente» oppure se «altro non sono che uno strumento per garantire l'economicità della gestione della struttura ospedaliera».

«A nessuno - prosegue la Cassazione - è consentito di anteporre la logica economica alla logica della tutela della salute, nè di diramare direttive che, nel rispetto della prima, pongano in secondo piano le esigenze dell' ammalato». Inoltre la Cassazione ricorda ai medici che prima di tutto devono rispondere al loro codice deontologico in base al quale hanno il dovere «di anteporre la salute del malato a qualsiasi altra diversa esigenza» e, pertanto, non sono tenuti «al rispetto di quelle direttive laddove esse siano in contrasto con le esigenze di cura del paziente, e non possono andare esenti da colpa ove se ne lascino condizionare, rinunciando al proprio compito e degradando la propria professionalità e la propria missione a livello ragionieristico».

Adesso per il medico frettoloso di dimettere Romildo B. pur di rispettare le linee guida economiche in vigore nell'ospedale, si apre un nuovo processo. Il paziente deceduto, oltre ad essere stato colpito da infarto, aveva anche un quadro clinico che consigliava prudenza in quanto era un fumatore, obeso, il quale, probabilmente, non rientrava nei criteri statistici delle linee guida.

Se le linee guida in uso negli ospedali «dovessero rispondere solo a logiche mercantili», il rispetto delle stesse «a scapito dell'ammalato, non potrebbe costituire per il medico una sorta di salva condotto, capace di metterlo al riparo da qualsiasi responsabilità, penale e civile, o anche solo morale - sottolinea ancora la Cassazione - lanciando un monito ai medici che lavorano negli ospedali. I Supremi giudici aggiungono che «sul rispetto di quelle logiche» mercantili, non può «innestarsi un comportamento virtuoso del medico che, secondo scienza e coscienza, assuma le decisioni più opportune a tutela della salute del paziente». Secondo la Cassazione le linee guida possono «legittimamente» essere «ispirate anche a logiche di economicità di gestione» purché non siano «in contrasto con le conclamate esigenze di cura del paziente».


Fonte Il Mattino

Sanita', Chirurghi bocciano sentenza Cassazione su durata ricoveri
Sabato, 5 Marzo 2011 - 20:24

I chirurghi bocciano la recente sentenza della Cassazione sulla durata dei ricoveri post operatori. Il prof. Pietro Forestieri, presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC) rileva che la sentenza vanifica 30 anni di sforzi e che "le linee guida garantiscono un ottimale iter diagnostico", mentre "questa pronuncia rischia di deteriorare il rapporto con il paziente e determinare uno spreco di risorse. La medicina deve basarsi sulle evidenze scientifiche". Per il presidente Cic il rischio e' di vanificare "un percorso culturale e di pratica clinica che ci ha portato a conquiste di assoluta avanguardia, come la day surgery e la one day surgery. Modalita' attraverso le quali possiamo garantire una sanita' piu' efficiente, piu' efficace e sicura. Questa sentenza non puo' che dare ulteriore spinta alla medicina difensiva, che, oltre ad essere uno spreco, diretto ed indiretto, di grandi risorse, mina ancora piu' profondamente il gia' deteriorato rapporto medico-paziente. Sarebbe il caso, ad ottanta anni di distanza dal Codice Rocco, di regolamentare diversamente l'atto medico, senza, per questo, depenalizzarlo necessariamente. Leggendo, infine, gli stralci di una perizia legale del caso specifico e le motivazioni dei giudici, mi domando se non sia giunto il tempo di finirla con medici legali e giudici tuttologi".


Fonte Affaritaliani.it

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"In ogni caso, veniamo dal nulla e andiamo nel nulla, e non c'è nulla di cui preoccuparsi" (Peter Wessel Zapffe)

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8 Anni 9 Mesi fa - 8 Anni 9 Mesi fa #215753 da Pulcione86
Risposta da Pulcione86 al topic Sulla durata dei ricoveri
Mi sento preso dall'argomento... qui in puglia hanno chiuso 3 ospedali, quindi ora tutta la gente si affolla tutta in quei pochi rimasti con la conseguente storiella che uno per ricoverarsi deve essere sul punto di morte, e che il ricovero dura massimo 2 giorni... questo porta 2 cose:

1) Malasanità, cosa che è accaduta già qui
2) La fretta di dimettere per risparmiare o per sostituire con altre persone (turnover ospedaliero)porta a esami sbagliati con conseguente cure sbagliate (tornando alla malasanità)

Credo che i risparmi vadano fatti per carità, ma non sulla sanità, non sulla salute...
Non si possono chiudere tanti ospedali e ricoverare le persone per poco tempo avendo fretta, perchè non è cosi che si curano i pazienti

Brucerò per te, mi ferirò per te, mi ammalerò per te, perchè parlo al futuro, ...è già cosi.
Mi nascondo, ma non mi importa niente di quello che succede ne della gente..
Non tornerai, perchè se una cosa va male, non andrà mai bene..
Vorrei solo rivederti ridere...
Io e Negramaro
Ultima Modifica 8 Anni 9 Mesi fa da .

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8 Anni 9 Mesi fa #215785 da Theli
Risposta da Theli al topic Sulla durata dei ricoveri
In primis, magari con l'aiuto di qualcuno più esperto di me, volevo chiarire questo fatto:

La Quarta sezione penale della Cassazione - nella sentenza 8254 - ha accolto il ricorso della procura della Corte d'Appello di Milano, e dei familiari del paziente deceduto per essere stato dimesso troppo frettolosamente, contro l'assoluzione di Roberto G., medico dell'ospedale civile di Busto Arsizio nel quale Romildo B. era stato ricoverato il 9 giugno 2004 per infarto al miocardio.

Sottoposto ad angioplastica con applicazione di uno stent medicato, veniva dimesso dopo 9 giorni, il 18 giugno, dal momento che risultava «asintomatico e stabilizzato». Quella stessa notte, Romildo B. ebbe un nuovo scompenso e nonostante la moglie ed il figlio lo avessero trasportato subito in ospedale, vi giunse già in arresto cardiocircolatorio.

Se l'uomo non fosse stato dimesso, ha accertato la perizia, sarebbe sopravvissuto per le rapide cure che avrebbe ricevuto in reparto.


Anche se non abbiamo l'intera cartella clinica, mi chiedo: altri avrebbero deciso così? Nel senso, avrebbero dimesso il paziente ugualmente, con lo stesso pensiero del medico qui "incriminato"?

Per quanto riguarda il capitolo posti e tagli, non c'è molto da dire. Mi incuriosiva però anche la risposta del presidente del CIC. E volevo sentire altri pareri.

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8 Anni 9 Mesi fa #215792 da DrHP
Risposta da DrHP al topic Sulla durata dei ricoveri

altri avrebbero deciso così? Nel senso, avrebbero dimesso il paziente ugualmente, con lo stesso pensiero del medico qui "incriminato"?

Bisogna sempre vedere se la decisione reale è del medico che firma la dimissione o del primario che impone determinati limiti ai ricoveri. Certi primari sono bravissimi a incasinare gli aiuti e poi a lavarsi le mani quando scoppiano i casini.

Mai darsi per vinti! Mai arrendersi!
comandante Peter Quincy Taggart
Galaxy Quest, 1999

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8 Anni 8 Mesi fa #215827 da Leizer
Risposta da Leizer al topic Sulla durata dei ricoveri
Bisognerebbe legger la cartella clinica per esser precisi ma io penso questo: vabbè che il paziente era a rischio ma predire un secondo infarto..... Allora ricoveriamo tutte le persone a rischio a questo punto no? La motivazione che adduce la cassazione è sacrosanta e non potrei esser più d'accordo, le linee guida sono importanti ma penso che se tutti le seguissero senza far eccezioni perderemmo il senso del far il medico, potremmo esser tutti rimpiazzati da robot o algoritmi super efficienti, una linea guida non tien conto dell'unicità di ogni paziente.
Il presidente della CIC secondo me non parla con un paziente già da un bel po' di tempo, e ricalca quello che ho detto sopra, diventeremo dei robot secondo lui, mah, tutto è bello tutto è perfetto se si seguono le regole, ergo l'ospedale divien catena di montaggio e coi pazienti non ci parla nessuno, l'importante è che guariscano, sì certo nel mondo dell'impossibile... e secondo me non è vero che una sentenza del genere dà una spinta alla medicina difensiva semmai l'opposto, devi far tutto il bene del paziente e se il paziente se ne accorge, nessuno se ne lamenterà mai anche se non va bene.... mah opinione mia dopotutto.

Eppur si muove

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8 Anni 8 Mesi fa - 8 Anni 8 Mesi fa #215866 da andrè_boh
Risposta da andrè_boh al topic Sulla durata dei ricoveri
ragazzi, scusate la franchezza, ma i giudici, nel momento in cui affermano «nulla si conosce dei loro contenuti, nè dell'autorità dalle quali provengono, nè del loro livello di scientificità, nè delle finalità che con esse si intende perseguire, nè è dato di conoscere sè rappresentino un ulteriore garanzia per il paziente» hanno deciso che le linee guida non servono a un cazzo (con quale autorità, poi?). per carità, esse non devono essere considerate una bibbia, ma sono sempre passibili di interpretazione in base al singolo caso, ma in ultima analisi sono (dovrebbero essere) il punto di riferimento nella nostra pratica, in quanto la medicina non è una scienza esatta, infatti non applichiamo algoritmi o formule matematiche, ma un'arte che si basa in primo luogo sull'epidemiologia, sulla quale sono costruite, appunto, le linee guida. io non entro nel merito della vicenda perché non conosco la storia del paziente, il suo stato al momento della dimissione e meccanismi interni all'ospedale, ciò che è certo è che i giudici hanno appena screditato uno dei pilastri della pratica medica.
mi chiedo cosa ne possa conseguire da un punto a) giudiziario b) medico, nella pratica
Ultima Modifica 8 Anni 8 Mesi fa da .

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8 Anni 8 Mesi fa - 8 Anni 8 Mesi fa #216057 da
Risposta da al topic Sulla durata dei ricoveri
Ciao. Secondo me il discorso non si basa tanto sulla contrapposizione "Linee guida sì" vs "Linee guida no". Ossia, leggendo la sentenza non mi sembra di capire che ci sia una critica generale all'utilizzo di Linee guida in ambiente medico (e ci mancherebbe!, secondo me); quanto, piuttosto, alle Linee guida intraospedaliere, che terrebbero conto -sempre per come intendo la sentenza- più di logiche economiche che dell'effettiva ricerca della soluzione migliore per il paziente. Si può discutere a lungo su questo. Io dico: giustissimo!

E allora....

Perchè diamine condannare il medico che ha applicato queste Linee guida e non chi le ha emanate????? "Abbiamo dovuto stabilire queste norme perchè i tagli ci impongono di contenere i costi". E allora perchè non si approfondisce il discorso su questo?

Io sono d'accordo con il discorso di Leizer, ma -ripeto- secondo me qua la questione è un'altra. E come dice HP, occorrerebbe valutare se effettivamente non sia -se non altro- riduttivo addossare la colpa della decisione al solo medico che ha firmato le dimissioni.
Ultima Modifica 8 Anni 8 Mesi fa da .

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