ennesima crisi universitaria

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8 Anni 10 Mesi fa #221762 da Cyanide
1) meglio un anno sabbatico per riprendersi in mano la vita, che rimanere ulteriormente a perdere tempo divorato da dubbi, rimorsi, insicurezze e insuccessi.

2) se riprendi gli studi, che importanza ha se finisci con qualche anno di ritardo? Ora come ora non è praticamente valutato quanto ci hai messo a laurearti e quindi perchè dovresti essere "sbaragliato" dai più giovani? Oltretutto non è che avresti 50 anni di più, ma solo qualche anno, del tutto ininfluente.

3) come si fa a sapere che le materie cliniche sono più interessanti? Beh, scusa, è il motivo per cui ci si è iscritti a medicina, per la maggior parte, proprio per studiare quello che viene trattato nelle materie cliniche. Se non si ha interesse per quello, cosa ci si sta a fare a medicina? è proprio per questo che la maggior parte si trova in difficoltà con le materie dei primi anni, perchè sono così apparentemente lontane da quanto si vorrebbe studiare. Questo è il motivo per cui molti ti dicono sicuri che le materie cliniche appassioneranno. E ti posso dire, per esperienza mia, che è vero. Poi ci sono cose per cui uno ha maggiore attitudine e altre per cui ha meno attitudine, però in generale lo studio si fa più appassionante. Certo però che bisogna avercelo l'interesse per la medicina...

La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci (Isaac Asimov)

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8 Anni 10 Mesi fa #221770 da drbree
ah le materie cliniche...croce e delizia
finalmente studi qualcosa di attinente a quello che vuoi fare...
impari un sacco di cose e molte di queste non ti aspettavi nemmeno potessero esistere...
col risultato che stai sempre a parlare di quello che stai studiando e gli altri ti odiano...
soprattutto mentre prepari gastro e state a tavola ihih

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8 Anni 10 Mesi fa #221774 da Adalo
Risposta da Adalo al topic Re:ennesima crisi universitaria
Prenditi 6-8 mesi di tempo in cui vai a lavorare part-time tipo la sera,
non studi, 
e nel frattempo vai a frequentare qualche pomeriggio (c'è meno gente e non ci sono i tirocinanti della mattina) un reparto tranquillo, tipo ambulatori, che ne so.. la medicina generale, ecografie, endoscopie, l'allergologia, ambulatori di pneumo, gastro... ti presenti col camice dicendo che sei uno studente di medicina interessato a vedere un po' come funziona l'ambulatorio... non ti diranno di no.
guarda se ti ipiace anche vagamente l'esperienza,
se non ti dà nessuna soddisfazione, cambia strada che è meglio,
e semmai fatti aiutare da un buono psicologo.

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8 Anni 10 Mesi fa #221775 da DrHP
Risposta da DrHP al topic Re:ennesima crisi universitaria
Per quel che vale la mia opinione: segui gli ottimi consigli di adalos e cyanide.
Solo non farti fregare dalla speranza: "sì, alla lunga potrò farmelo piacere". Non sarà così. Se non ti innamori del mestiere, lascia stare. Oggi c'è roba che dà maggior prestigio con minor fatica che non fare il medico, credimi.

come si fa a sapere che le materie cliniche sono più interessanti? Beh, scusa, è il motivo per cui ci si è iscritti a medicina, per la maggior parte, proprio per studiare quello che viene trattato nelle materie cliniche.

Sai, la clinica è cruda, approssimativa, poco scientifica, distante dai libri e dall'eleganza della teoria. Qualcuno, molto appassionato di scienza, non la trova piacevole.

Mai darsi per vinti! Mai arrendersi!
comandante Peter Quincy Taggart
Galaxy Quest, 1999

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8 Anni 10 Mesi fa #221794 da gaudio
Ma solo a me le cliniche fanno cagare?
cioè sono elenchi di roba da imparare a memoria... bah...
Io mi sono appassionato a neurofisiologia, fisiopatologia, patologia generale, al limite reumatologia, immunologia clinica che prevedono un po' più di ragionamento, ma tipo gastro, che c'è di bello a studiarla me lo dovete spiegare...
Poi vai a fare l'esame e ti chiedono "criteri diagnostici di pancreatite" e giù con l'elenco...

Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.
L'amore non avrà mai fine". (Paolo di Tarso)

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8 Anni 10 Mesi fa #221869 da Ang88
Risposta da Ang88 al topic Re:ennesima crisi universitaria
Purtroppo, non so per quale motivo, ho perso la lucidità di giudizio, non sono in grado di capire come comportarmi per farmi stare bene, in armonia con me stesso, è come se sia opaco a me stesso. Sono stato capace nella mia vita di farmi più del male che del bene, anche quando non ce ne era motivo, continuo a farmelo tuttora. Sono distratto dalle contorsioni ossessive della ragione, così non riesco ad ascoltare il mio cuore.
Purtroppo non ho maturato una passione totalizzante per qualcosa, tendo solo ad interessarmi a certe cose piuttosto che altre, forse per questo che riesco a tirare fuori solo motivazioni deboli. Eppure, qualità, capacità le ho e le ho già dimostrate ai più, ma il burattinaio che tira le fila della mia anima mi è estraneo...

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8 Anni 10 Mesi fa - 8 Anni 10 Mesi fa #222091 da Violetta-biomedical

tra l'altro ripensandoci, la mia forte disistima mi ha condizionato nel provare il test d'ammissione: superare un esame difficile era per me motivo di riscatto, un modo per darmi fiducia, l'immaginarmi medico era per me motivo di riscatto nella società (per l'importanza, il prestigio, ecc.) tutte motivazioni probabilmente poco sane...


Guarda, il 50% degli studenti di medicina ha queste due uniche ed esclusive motivazioni: l'importanza, il prestigio, i soldi...  MA di solito sono quelli che, purtoppo, vanno "meglio" nel senso che, essendo spinti da sfrenato arrivismo, riescono a AUTOIMPORSI lo studio folle per raggiungere il loro traguardo...  Tu invece, fortunatamente, non hai nemmeno queste 2 motivazioni.... ovvero...credevi di averle perchè evidentemente non ti conoscevi bene ai tempi della scelta e forse nemmeno ora. E' meglio stare un po' male ma capire DAVVERO quale strada fa per te...piuttosto che fare come tante capre che non sono portate per la medicina ma si ostinano a studiare fino ad impazzire pur di diventare """"importanti""". Che poi oggi un medico non conta più un gran che.... sono superati da un pezzo gli anni 50. Questa idea del medico come lavoro prestigioso ecc... è una tipica idea provinciale.
Ma tralasciando questo ti consiglio di cambiare strada... magari ti potrebbe appassionare di più la biologia, la chimica.... studiare farmacia.... o arichiettura o lettere. Insomma ci sono tante strade...certo che una persona come te non deve sprecare le proprie capacità, con solo il dipolma non ci fai nulla, cerca di prendere almeno una laurea triennale che ti appassioni!!
Ultima Modifica 8 Anni 10 Mesi fa da .

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8 Anni 10 Mesi fa #222097 da ari
Risposta da ari al topic Re:ennesima crisi universitaria
caro Ang88..tu sei solo molto stressato...la tua motivazione nell'essere medico non la puoi capire dagli esami dei primi anni...e capita di esserne anche disgustato, perchè lo studio può sembrare senza senso..fai questo esame senza pensare al risultato e poi riposati e fai per un po' la vita del ventenne: che è di quello che hai bisogno in questo momento...vivere i tuoi anni...non averne rimorso...non fare l'errore di tanti: se "adesso mi fermo poi, oddio!, a che età mi laureerò!"  :dash:.."non troverò lavoro, nessuno mi vorrà.." ma, quando mai ...lascia stare i calcoli: è importante maturità ed equilibrio, non frenesia di arrivare: ma dove?!.. se nella vita non hai capito che è importante per primo star bene dentro e poi dedicarsi ad altro, non ti riuscirà bene nulla...fregatene di chi pretende di giudicarti dai risultati: non ha capito nulla della vita...ti auguro tanta fortuna :wink:

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8 Anni 10 Mesi fa #222128 da Madam Poppy Pomfrey
Ciao, Ang. Mi dispiace tantissimo per la tua situazione. Ci sono passata anche io al terzo anno, ho attraversato una crisi esistenziale in cui mi sono chiesta se diventare medico era veramente quello che volevo, ma le mie motivazioni erano diverse dalle tue: la mia paura era quella di non poter affrontare la sofferenza dei pazienti e di essere troppo coinvolta psicologicamente...Ho pianto molto, quando ero a lezione mi ritrovavo a sudare senza motivo, a casa mi lamentavo con i miei e cercavo di ricordare cosa mi piaceva fare prima e cosa avrei dovuto fare invece di iscrivermi a medicina per essere felice (tra l'altro avevo un'infinità di altri interessi).
Ma c'era in me anche una forza contraria, in totale opposizione a questa negatività: l'amore per tutto questo. Esiste un rapporto di amore ed odio che ci lega a tutto ciò che per noi conta di più, ed è quindi in un certo senso normale avere sentimenti tanto violenti di repulsione verso qualcosa che in realtà amiamo. Mi sono trovata alcune volte in difficoltà, ostacoli sulla via per diventare medico e in quelle occasioni è emerso tutta la mia passione folle per questa branca che ti assorbe la vita, perchè è così, non solo la facoltà, ma anche il mestiere attrae quasi tutte le tue energie, è lì che il pensiero finisce, l'argomento di conversazione a tavola, le difficoltà della burocrazia, i pochi posti letto, la bilancia dei rischi e dei benefici....il mestiere del medico è strano, germoglia dentro di te e nel farlo "uccide" qualcosa, ti ruba prima di tutto tempo (e quanto te ne accorgi studiando!), poi ti succhia energia mentale in abbondanza, molto spesso anche energia fisica, mette a rischio le tue relazioni perchè non tutti sono disposti ad accettare questa dedizione e abnegazione...però ti dà anche infinitamente tanto, ti rende una persona più matura, più saggia, più profonda...ma per arrivarci si deve passare attraverso stati di emozioni contrastanti, al limite con la psicopatologia, non lo dico io, lo dicono molti medici, alcuni sono anche diventati primari. Ciò a cui tutti tendiamo è l'equilibrio...la disgiunzione dei campi: ovvero io sono in ospedale e sono un buon medico, sono a casa e sono una buona madre, sono in birreria o alla partita di pallavolo e sono una buona amica e una buona giocatrice. Per lo studente questa impresa è durissima, praticamente impossibile, forse qualche mago c'è, e tantissimo di cappello, ma dalla mia esperienza e da quella di chi conosco non c'è nessuno che non si faccia mangiare vivo o quasi da questa facoltà! Sacrifcio, è il termine giusto. Percepiamo questa avventura molto spesso come un sacrificio, che è vero, ma lo studio, a meno che non si ami quello che si studia (e diventa difficile anche nelle facoltà scelte per puro interesse per la materia),è sempre sacrificio. Eppure viviamo anche il tempo libero come sacrificio: tempo tolto allo studio!!! E questo non è giusto...anche se molto spesso inevitabile! bisogna impegnarsi perchè il tempo libero sia VERAMENTE tempo libero, con i propri cari, lo sport, i romanzi, le vacanze.

Dal tuo discorso, e dalle domande che poni alla fine, "dopo migliora?" non mi sembra di percepire un briciolo di amore, ma solo paura e antipatia. parli poco del mestiere di medico, cioè quello che ti aspetta, ma ti concentri sull'hic et nunc che ti genera tanto dolore. Essenziale quindi il consiglio che ti hanno già dato, pensa alle motivazioni di partenza e se sono ancora vive. Se perdi il senso di quello che fai, ogni ragionamento è escluso, devi ritrovare quel senso. Ma capisco anche che così in "acuto" solo la rassicurazione del "dopo migliorerà?" possa aiutarti. Ma come si fa a rispondere a una domanda così? Io posso dirti che le cliniche mi appassionano molto, qualcuna di più, qualcuna di meno, certe mi fanno letteralmente schifo. Però vedi, mentre io ho trovato divertente e gustosa oculistica, alcuni l'hanno odiata, idem per dermato. Io ho detestato ematologia, ma conosco gente che ha deciso di farci la tesi subito. Nelle cliniche c'è spesso uno schema base per patologia: classificazione delle malattie (ce ne sono diverse), eziologia, clinica con sintomi e segni, tipi di indagini da richiedere, riscontri diagnostici, ipotesi di diagnosi differenziale (questa non è sempre richiesta ma secondo me è essenziale), terapie (medica, parachirurgica, chirurgica), prognosi, eccetera....detta così la faccenda sembra schifosa, ma più si studia, più si usa il cervello, più si uniscono i puntini.
La medicina NON E' puro esercizio mnemonico. Questa cosa va tolta dalla testa! All'inizio è così, forse, ma anche allora se una cosa non si capisce e si ha la sensazione di averla imparata a memoria, non va bene! Ci si deve porre delle domande. Domande, domande, domande. Solo dalle domande, dalla curiosità, nasce l'amore per quello che studi, se sei freddo e arido tu nel porti di fronte alla materia, non otterrai nient'altro che disgusto. C'è tantissima gente che studia così, gente che va avanti con la sola forza della motivazione...e magari prende pure trenta perchè ha la "fortuna" di incappare nel prof che chiede la pappardella spiegata a lezione parola per parola. Ma questo non è il metodo, assolutamente no. Allora ti devi chiedere, una volta fatto l'anno sabbatico, o preso qualche mese per abbassare la "febbre" del momento che ti toglie la salute e la gioia di stare al mondo, oltre alla lucidità, non se vale la pena di soffrire così, ma se ti puoi appassionare, se c'è qualcosa che ti piace nella medicina in generale, nel sistema di pensiero del medico, se puoi modificare il metodo di studio, se riesci a vedere ponti tra le materie, se queste ti suscitano DOMANDE.
Infine c'è tutto un mondo che riguarda invece il tuo approccio all'essere umano e quindi al vero senso ultimo della medicina, ovvero la cura dell'altro, che ti pone su un livello di riflessione ancora superiore a quello del comune studente che pensa all'immediato, agli esami, e se sbaglia, viene bocciato, ecc, paga solo per se stesso. E tutte le sue paturnie non sono che ben misera cosa di fronte all'immensità di malattie che sconvolgono la vita del paziente e di tutte le persone che lo circondano. Ma questo verrà con il tempo, annuserai in reparto responsabilità enormi che un giorno, se continuerai a percorrere questa via, dovrai prenderti tu, tu con la tua firma e con la tua coscienza. Perchè molti pensano che questo sia solo un lavoro, invece non lo è proprio per niente, basta mettersi nei panni di chi vuole essere curato per capirlo...però non siamo eroi neanche da lontano,e ci sono tantissimi esseri umani che fanno il medico, e tutti quegli esseri umani hanno problemi e difficoltà che però cercano di tenere sotto controllo per il bene dei loro pazienti. E studiano, sempre, tutta la vita, imparano, per svolgere al meglio il loro mestiere.

Dal modo in cui scrivi capisco che sei una persona estremamente riflessiva e intelligente, quindi ora segui i consigli, rilassati, non pensare al tempo sprecato perchè l'università non scappa e se invecchi pensa che in generale la speranza di vita si è allungata, pagati tu queste tasse "buttate" con un lavoretto, se non lo facevi già e se riesci a trovarlo, così non avrai sensi di colpa. Sei capace di capire cosa è bene per te, cosa è veramente bene. Anche io me lo sono chiesto e ora lo so. E se deciderai di riprendere gli studi, fallo perchè lo VUOI e in un modo letteralmente nuovo, con curiosità e intelligenza, e non è  vero che approfondendo non si sta nei tempi, al contrario il tempo si guadagna. Ma vedrai che tutto verrà, tutto scivolerà, un giorno penserai da medico e ti verrà naturale andare a fare l'eco addome perchè sai che il dato tumore metastatizza quasi sempre lì (ecco, seleziona ciò che veramente conta, e usa le altre nozioni come corollari!), inoltre avrai, oltre alle ansie delle cause legali (:)), le gratificazioni e l'emozione che solo i tuoi pazienti possono darti. Costruirai esperienze meravigliose, estremamente toccanti e costruttive anche dal punto di vista umano.
E se invece cambierai strada, pazienza, troverai altre opportunità e soddisfazioni. Bisogna cercare di amare il proprio lavoro, Ang88, soprattutto un lavoro come quello del medico.

In bocca al lupo e non preoccuparti, arriveranno giorni migliori.

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8 Anni 9 Mesi fa #223787 da luki
Risposta da luki al topic Re:ennesima crisi universitaria
:dance: Quick advice  ;)
Lascia perdere medicina e chirurgia!  :alt:
A settembre ci sono i test per le professioni sanitarie!  ?beach?
Pensa a stare bene a fare ciò che ti rende  felice che di vita ne hai una sola!  :)
In bocca al lupo per tutto!!!

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