L'infermieristica diventerà la nuova medicina?

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7 Anni 1 Mese fa #283838 da Cami1992
Io ora sto studiando infermieristica e dal mio punto di vista ti dico che è una cosa impossibile che gli infermieri saranno i nuovi medici...partiamo solo dal presupposto che la nostra è una laurea triennale la vostra una magistrale, quello che studiamo noi è una minimissima parte rispetto a quello che studiate voi (anche in ambito terapeutico), possiamo essere molto istruiti dal punto di vista farmaceutico, clinico, patologico ecc... Ma le nostre conoscenze non saranno mai equivalenti alle vostre e non saranno mai sufficienti per sostituire delle pratiche mediche.

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7 Anni 1 Mese fa #283883 da ιατρός

DrHP ha scritto:

a suo parere ed in base a quanto osserva in reparto, l'infermieristica è destinata a sostituire moltissimi ambiti ora prettamente "medici" e che, dunque, per certi versi diventerà la nuova medicina.

Tu digli "sì, hai ragione, adesso per favore vammi a prendere X Y e Z e assistimi mentre faccio W, grazie".


Ma tu pensi che l'infermiere sia un assistente del medico passaoggetti e preparacaffè?

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7 Anni 1 Mese fa #283887 da sirenett@
Sebbene si dica oggi "l'infermiere è libero, ha molte responsabilità, non è più sotto il dottore ecc..." in molte realtà non è per nulla così.

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7 Anni 1 Mese fa #283888 da DrHP
Il primo problema è che l'infermiere spesso ha competenze specifiche e abilità manuale ma se gli dai delle responsabilità diagnostiche spesso e volentieri fa dei danni. Un esempio? Il triage al PS.

Anche sulla capacità di gestione dei farmaci ho seri dubbi, sia per quello che ho visto che per quello che ho letto. Un buon esempio è la paziente schiattata qualche anno da perché le han fatto 10x la dose di chemioterapico: anche solo per il fatto che servono 15 fiale di farmaco, non ti domandi se qualcosa non torna?
Devo dire però, in questo senso, che altrettanto spesso mi è capitato di vedere evitare o interrompere errori di dosaggio proprio grazie alla segnalazione degli infermieri.

Infine, plaudo all'infermiere che vuole responsabilità, ma in genere ne vogliono il meno possibile: sono invece molto avidi di autorità, sia nei confronti dei pazienti che dei colleghi che dei medici.

Alla fine, proprio come per i medici, conta più la persona della qualifica.

Mai darsi per vinti! Mai arrendersi!
comandante Peter Quincy Taggart
Galaxy Quest, 1999

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7 Anni 2 Settimane fa #285528 da loralora
La mia opinione in breve è la seguente:

E' innegabile che la professione dell'infermiere abbia subito dei notevoli cambiamenti...Dalla capostipite Florence Nightingale, da libero volontario a professione riconosciuta. Ci sono infermieri sempre più specializzati e talvolta anche più scrupolosi degli stessi medici. Può un infermiere sostituire un medico? DIPENDE

Nella diagnosi io direi... Assolutamente no. In teoria uno studente di medicina viene preparato ad un procedimento sia induttivo che deduttivo, una competenza non richiesta ad un infermiere: per quel che ho visto in reparto il suo ruolo molto spesso si limita (oltre alla notevole attività pratica) all'osservazione, riferire al medico particolari sul paziente. Ora, se uno vede 300 volte che 3-4 sintomi sono associati ad una determinata malattia o emergenza è ovvio che dopo un pò anche l'infermiere può fare "diagnosi". Ma sa un infermiere gestire un imprevisto? fare ipotesi di altre condizioni? fare diagnosi differenziale?onestamente penso di no.

Tuttavia, se l'evoluzione della medicina sarà sempre più tecnica, per cui si affiderà sempre più diagnosi e terapia alla metodica strumentaria, allora anche l'infermiere potrà diventare "medico". Onestamente mi auguro di no.
Scrivo tutto questo nel rispetto dei ruoli e nell'apertura verso possibili evoluzioni sociali, ma spero non si sminuisca mai il lato intellettivo del medico, riducendolo a un mestiere tecnico che tutti possono fare.

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7 Anni 1 Settimana fa #285611 da verduz
Le "macchine" sono per definizione stupide, quindi pensare che in futuro saranno le macchine a sostituire i medici mi pare impossibile. Tanto per fare un esempio, ho visto un monitor sbippettare per una frequenza cardiaca di 10 bpm quando il tracciato mostrava un ritmo sinusale (proprio come quello dei libri) che spannometricamente era intorno ai 70 bpm. E gli ECG interpretativi esistono da una vita e sono ben collaudati ma ogni tanto se ne escono con queste perle. Figuriamoci interpretare una TC, un'ecografia o fare una diagnosi differenziale...
Inoltre, avere troppi dati strumentali può complicare una diagnosi semplice: abbiamo a disposizione così tanti esami che si rischia di avere un insieme di dati difficile da gestire e da mettere in correlazione.

Gli infermieri, secondo me, hanno molte conoscenze pratiche ma poche deduttive. Magari dato un quadro clinico sanno di cosa si tratta e come risolverlo ma lo fanno più per esperienza che per un processo deduttivo (che il medico dovrebbe, in teoria, saper fare).
Sono però il primo a dire che sarebbe meglio che avessero un po' più di autonomia: con una formazione diversa potrebbero fare quello che fanno i paramedici americani o inglesi (somministrare farmaci, fare procedure d'emergenza, ecc.).

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