Un po' di ca**i miei

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9 Anni 9 Mesi fa #199979 da HelterSkelter
Risposta da HelterSkelter al topic Un po' di ca**i miei
in bocca al lupo :skifus:

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9 Anni 9 Mesi fa #200040 da gaudio
Risposta da gaudio al topic Un po' di ca**i miei

in bocca al lupo :skifus:


crepi, in ritardo ma crepi, visto che li deve ancora correggere XD

Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.
L'amore non avrà mai fine". (Paolo di Tarso)

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9 Anni 9 Mesi fa #200110 da Theli
Risposta da Theli al topic Un po' di ca**i miei

"In ogni caso, veniamo dal nulla e andiamo nel nulla, e non c'è nulla di cui preoccuparsi" (Peter Wessel Zapffe)

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9 Anni 9 Mesi fa #200111 da Cyanide
Risposta da Cyanide al topic Un po' di ca**i miei

La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci (Isaac Asimov)

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9 Anni 9 Mesi fa #200131 da jerryleelewis
Risposta da jerryleelewis al topic Un po' di ca**i miei
LE 10 PAROLE USATE DALLE DONNE

1) BENE: questa è la parola che usano ledonne per terminare una discussione quando hanno ragione e tu devi stare zitto.

2) 5 MINUTI: se la donna si sta vestendo significa mezz'ora. 5 minuti è solo 5 minuti se ti ha dato 5 minuti per guardare la partita o giocare alla playstation prima di uscire o di fare qualsiasi altra cosa assieme.

3) NIENTE: La calma prima della tempesta. Vuol dire qualcosa... e dovrestestare all'erta. Discussioni che cominciano con niente normalmente finiscono in BENE (vedi punto 1).

4) FAI PURE: è una sfida, non un permesso. Non lo fare!!!

5) SOSPIRONE: è come una parola, un'affermazione non verbale per cui spesso fraintesa dagli uomini. Un sospirone significa che lei pensa che sei un'idiota e si chiede perché sta perdendo il suo tempo li' davanti a te a discutere di NIENTE (torna al punto 3 per il significato diquesta parola).

6) OK: Questa è una delle parole più pericolose che una donna può dire a un uomo. Significa che ha bisogno dipensare a lungo prima di decidere come e quando fartela pagare.

7) GRAZIE: Una donna ti ringrazia; non fare domande o non svenire; vuole solo ringraziarti (a meno che non dica 'graziemille' che il più delle volte può essere PURO sarcasmo e non ti sta ringraziando.)

8. COME VUOI: è il modo della donna per dire vai a quel paese!!!!

9) NON TI PREOCCUPARE FACCIO IO: un'altra affermazione pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un uomo di fare qualcosa svariate volte ma adesso lo sta facendo lei. Questo porterà l'uomo a chiedere: 'Cosa c'è che non va?'. Per la riposta della donna fai riferimento al punto 3.

10) CHI E'?: questa è solo una semplice domanda..ricorda però che ogni volta che una donna ti chiede 'chi è' in realtà ti vorrebbe chiedere: 'CHI E' QUELLA PUTTANA E COSA VUOLE DATE????????????' occhio a come rispondi...



quanta verità in 10 punti...

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9 Anni 9 Mesi fa #200161 da Cyanide
Risposta da Cyanide al topic Un po' di ca**i miei
Nessuno ci avrebbe mai creduto, ma alla fine sono arrivata a casa viva oggi.

La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci (Isaac Asimov)

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9 Anni 8 Mesi fa #200498 da Theli
Risposta da Theli al topic Un po' di ca**i miei
Kurosawa, cent'anni di genio
E' trascurato l'anniversario di un grande maestro non del cinema giapponese ma del cinema tout court
GIANNI RONDOLINP

Bel programma quello della Mostra di Venezia del 1951: film di Bresson, Renoir, Germi, Emmer, Zinneman, Wilder, Cukor, Kazan, Disney e l’unico diretto da Peter Lorre. Alcuni di questi furono premiati, ma il Leone d’oro andò a Rashomon, un film giapponese di un regista praticamente sconosciuto: Akira Kurosawa. Fu lui a farci scoprire il cinema del Sol levante e fu Rashomon il primo di una serie di film giapponesi, suoi e di altri grandi registi, che a Venezia e altrove ottennero premi e successo di pubblico e di critica.

Ora, a cent’anni dalla nascita (il 23 marzo 1910, a Tokyo), è interessante ripercorrere la carriera di Kurosawa, un grande artista che seppe coniugare, nel suo cinema per certi aspetti «eclettico», la cultura orientale e quella occidentale. Da un lato i samurai, il Medioevo nipponico, ovvero la vita di tutti i giorni, i diseredati, gli umiliati, gli offesi; dall’altro le suggestioni della grande letteratura europea: Dostoevskij, Gorkij, Shakespeare. Da un lato, Cane randagio (1949), Vivere (‘52), I cattivi dormono in pace (‘60), I sette samurai (‘54), La fortezza nascosta (‘58), La sfida del samurai (‘61), Sanjuro (‘62); dall’altro, L’idiota (‘51) da Dostoevskij), Bassifondi (‘57) da Gorkij, Il trono di sangue (‘57) e Ran (‘85), rispettivamente dal Macbeth e dal Re Lear di Shakespeare. In mezzo, potremmo dire, c’è Rashomon, un film «pirandelliano» sulla ricerca della verità e sulla relatività di ogni giudizio umano.

Kurosawa, più di altri registi del suo Paese, seppe dare, non solo del Giappone, ma più in generale dell’uomo contemporaneo, dei suoi problemi, delle sue ansie e delle sue illusioni, un ritratto sfaccettato e complesso. Nel senso che i suoi personaggi e gli ambienti in cui vivono, nonché i rapporti conflittuali fra di loro, compongono un quadro drammatico di non semplice interpretazione. I suoi film non basta vederli e gustarli per come appaiono, ma bisogna scoprirne i lati oscuri, gli elementi nascosti, la realtà che si nasconde sotto le apparenze. Sotto questa luce sono illuminanti le opere della maturità e della vecchiaia. Si pensi al citato Ran, al sottofondo di follia che lo sostiene e si trasforma a poco a poco nella conquista della saggezza. Ma si pensi alla vicenda semplice, elementare, ma emblematica di Dersu Uzala (‘75), alla «pazzia» onirica di Sogni (‘90), alla grande lezione di umanità di Rapsodia d’agosto (‘91), che rievoca la tragedia di Hiroshima e di Nagasaki e infine a quello che possiamo chiamare l’autobiografismo di Madadayo - Il compleanno (‘93), l’ultimo film, vero e proprio testamento spirituale.

Siamo di fronte a un cinema che potrebbe apparire datato, legato a un tempo distante dal nostro, lontanissimo dal cinema che si fa oggi: in altre parole, a un cinema «classico». Ma il classicismo di Kurosawa, come d’altronde quello di molti altri registi della sua generazione, è in realtà – a saperlo cogliere - una eccezionale chiave di lettura della nostra natura più profonda. Come tale, esso andrebbe rivisto e ristudiato, magari attraverso la retrospettiva dei suoi film che qualche istituzione cinematografica dovrebbe organizzare.

15/3/2010

www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/...sezione=260&sezione=

"In ogni caso, veniamo dal nulla e andiamo nel nulla, e non c'è nulla di cui preoccuparsi" (Peter Wessel Zapffe)

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9 Anni 7 Mesi fa #201262 da gaudio
Risposta da gaudio al topic Un po' di ca**i miei
Buon 25 aprile a tutti!!!!


Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.
L'amore non avrà mai fine". (Paolo di Tarso)

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9 Anni 5 Mesi fa #203239 da lucaleo
Risposta da lucaleo al topic Un po' di ca**i miei
*con ghigno sul volto e faccia da duro stile action movie * "addio fisiologia, ci vedremo all'inferno (ma solo per future consultazioni)... Aahaahaahaaw"

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9 Anni 5 Mesi fa #203422 da lucaleo
Risposta da lucaleo al topic Un po' di ca**i miei
...e un saluto pure ad anatomia...

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Moderatori: ThomasMancagaudiogracyishasj
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