perchè avete scelto medicina??

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7 Anni 9 Mesi fa #263649 da lucaleo
Negare che la memoria sia una funzione fondamentale per lo studio e l'applicazione della medicina proprio non si può. Buona parte dello studio, anche delle cliniche, si basa sull'apprendere definizioni, farle proprie, comprendere da quali dati e osservazioni esse derivano e sul categorizzare il tutto meticolosamente. Sullo sfondo di questa immensa categorizzazione ci sono delle nozioni biologiche, fisiologiche, anatomiche e fisiopatologiche che ti permettono di dare un razionale a ciò che categorizzi e di creare delle "scorciatoie" euristiche, che rendono l'apprendimento meno meccanico e un po' più intuitivo. Dalla fisiopatologia di una malattia, inoltre, puoi intuire le basi della terapia prima ancora di studiarle. Ovvio è che la costruzione di una terapia si basi anche su dati che vanno imparati e basta in quanto derivati da studi sperimentali e statistici (dosaggi, interazioni, ecc ecc).
In tutto questo, l'intelligenza, intesa come la capacità di risolvere problemi integrando dati percepiti e informazioni memorizzate producendo soluzioni, entra in gioco in vario modo:
-nella scelta delle nozioni da incamerare, privilegiando alcuni aspetti piuttosto che altri. Buona parte del ragionamento clinico infatti è algoritmico: arrivare ad una diagnosi differenziale razionale in base a segni/sintomi e dati anamnestici non è un processo sempre lineare, in quanto può articolarsi in maniera piuttosto complessa. In questa complessità esistono degli "snodi" che ti permettono di prendere la direzione giusta di volta in volta. Se quando studi non capisci quali sono questi "snodi" e incameri tutto acriticamente sarai completamente incapace di applicare le nozioni apprese per produrre una diagnosi.
-nella capacita di creare dei percorsi di ragionamento  duraturi: finiti gli esami molti dettagli sbiadiscono fino a scomparire. A qual punto rimangono i macroconcetti e spesso nemmeno tanto quelli. Lo studente abile, invece, capisce cosa può tornargli veramente utile nella pratica quotidiana e fissa bene i percorsi che possono portarlo a produrre un corretto inquadramento diagnostico.
-nella capacità di capire in che maniera categorizzare nuove informazioni e integrarle con le vecchie, cosa che è alla base dell'aggiornamento di ognuno.
La realtà dei fatti è che effettivamente il corso di laurea lo puoi terminare anche senza dimostrare spiccate capacità di integrare e ragionare: ti puoi mettere lì come un mulo e incamerare, incamerare, incamerare, dare l'esame, passarlo (magari con un bel voto) e poi dimenticare tutto e ricominciare. Alla fine ti laurei comunque, ma poi ti troverai in grandissime difficoltà nel svolgere la tua professione: ti ritroverai completamente spaesato, incapace di orientarti da solo (ecco allora che sorge la necessità di continuare a formare un neolaureato per altri 5/6 anni in una scuola di specializzazione).
In più avrai fatto una fatica immensa, molta di più di quella fatta da un tuo collega capace di selezionare, argomentare, ragionare, applicare.
Poi nella professione entrano in gioco anche altri fattori come lo spirito di osservazione: esistono campi della medicina dove un dettaglio minimo può indirizzarti verso la diagnosi. Quel dettaglio bisogna saperlo cogliere oltre che conoscere.
Bisogna saper collegare ciò che si osserva, ricostruire ciò che è accaduto: in questo ovviamente aiutano le nozioni, che rappresentano il substrato sul quale si ragiona. Ma senza la capacità di richiamarle opportunamente, senza la capacità di capire quale ti queste di fa completare il quadro, non vai molto lontano.
Infine dico che la memoria non dovrebbe essere poi tanto bistrattata come funzione: spesso conoscere dettagli in più, può fare la differenza. Prima si diceva come, tolto il 90% di casi ordinari, rimane un 10% di casi complessi che rimangono irrisolti: secondo me è proprio lì che una conoscenza veramente dettagliata, oltre che una certa dose di intuitività (dunque grande memoria+intuito) ti permettono di arrivare ad una soluzione.
Il vero nemico della clinica secondo me non è la memoria, che è invece una preziosa risorsa, ma l'applicazione meccanica e acritica delle nozioni, che porta a quegli automatismi che ti fanno inquadrare male i casi complessi.
Riporto un caso visto di recente che secondo me evidenzia come lo scarso spirito di osservazione e gli automatismi possono condurre fortemente fuori strada nel produrre una diagnosi:
paziente di 65 aa, nell'ultimo mese lamenta "forte abbassamento della voce" che in più i familiari riferiscono essere divenuta "nasale". Si reca dal MG che senza visitarlo lo manda dall'otorinolaringoiatra. Questo lo guarda con il laringoscopio e non riscontra alcuna lesione visibile. "Il palato è un po' ptosico", dice, "ma niente di patologico, vai dall'audiologo-foniatra". L'audiologo-foniatra lo visita e prescrive "esercizi riabilitativi". Il pz perde forza ad una mano: difficoltà nella presa e nei movimenti fini della mano destra. Va dal MG che lo manda dall'ortopedico. L'ortopedico lo visita e afferma "sindrome del tunnel carpale", vai dal neurofisiopatologo e fai EMG/ENG. Va dal neurofisiopatologo che fa EMG/ENG sui muscoli della mano e dell'avambraccio e conferma la diagnosi. Il pz si opera. Le cose sembrano andare meglio. Nel frattempo sono passati due mesi. Il pz inzia a lamentare perdita di forza anche all'altra mano. In più è di umore labile: accesi di pianto improvviso, a volte riso. Torna dall'ortopedico che dice "anche di qua hai la sindrome del tunnel carpale, devi operarti". Il pz non è convinto, nel frattempo nota faticabilità agli arti inferiori e rigidità nella marcia. Torna dall'MG che finalmente lo manda dal neurologo, il quale lo visita gli fa ripetere EMG/ENG, stavolta su più distretti, gli fa fare altri accertamenti (ematochimici di routine, assetto tiroideo, RMN) e arriva alla diagnosi di SLA. Secondo i criteri di El Escorial è praticamente certa. Non comunica chiaramente la diagnosi a pz e familiari, girandoci un po' intorno. Gli fa fare la spirometria, gli da il riluzolo e lo rimanda a controllo. Nessun provvedimento farmacologico per riso e pianto spastico (che è una cosa rognosa) e per spasticità. Nessun programma riabilitativo per preservare il più possibile le funzioni residue. Alla fine comunicare chiaramente la diagnosi spetta ad un ultimo professionista: un neurologo che si prende anche in carico il pz dal punto di vista riabilitativo.
Per arrivare alla diagnosi il pz ha visto:
1)il proprio medico generico
2)un otorinolaringoiatra
3)un audiologo foniatra
4)un ortopedico che l'ha pure operato e voleva rioperarlo per "STC bilaterale"
5)un neurofisiopatologo che conferma la diagnosi di STC
6)un neurologo che finalmente gli fa diagnosi di SLA
Per ottenere una diagnosi comunicata in maniera chiara ed essere preso in carico il paziente ha dovuto vedere un ultimo neurologo (7). Un totale di 7 professionisti per una patologia che dovrebbe colpire più o meno 5-7 perone in una città di 100.000 abitanti. Rara si, ma mica tanto.
Forse qualcosa che non va c'è...

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7 Anni 9 Mesi fa #263738 da zebas
Mha, io credo che nemmeno anatomia debba essere studiata a memoria ( anche se una buona parte della materia lo è). Ho compagni di corso che si aprivano il gray e studiavano i rapporti a pappagallo da lì. Io rimanevo esterefatta perchè non sarei mai riuscita a studiare senza ragionare nemmeno un po'. Io al contrario loro prendevo il netter e studiavo i rapporti da lì, guardando e ragionando su cosa stesse vicino agli organi.

Il risultato è che se a queste persone-pappagallo chiedi un rapporto che non sta scritto nel libro vanno in panico e dopo un mese di esame non sanno nemmeno dove passa il nervo frenico.

La fortuna aiuta una mente preparata. "Pasteur"

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7 Anni 9 Mesi fa #263739 da esmozzo
perchè nessuno risponde più al titolo del topic??? :( :( :(

@moonwolf: scrubs <3

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7 Anni 9 Mesi fa #263769 da dreamager

perchè nessuno risponde più al titolo del topic??? :( :( :(

... perché mi piace la scienza come insieme delle conoscenze che applicate ci permette di migliorare la nostra condizione di vita. Ho preferito la medicina alla meccanica, all&#039;architettura o alla produzione di energia perché questi erano i miei interessi, questa la mia natura; del resto, ammetterai, il modo in cui le conoscenze scientifiche si ritrovano così perfettamente integrate dentro un sistema che non si è sviluppato sotto la spinta di un&#039;attività razionale ma per la selezione di caratteri apparsi casualmente, attraverso creazioni e risfacimenti di equilibri, è intrigante. L&#039;uomo, d&#039;altro canto, si sa inserire in questo contesto e sa rimediare a tanti problemi che la costituzione dell&#039;organismo ha proprio per il fatto di non essere perfetta (frutto di un&#039;ipotetica intelligenza che sta dietro all&#039;esistente) ma il miglior compromesso trovato tra una funzione e l&#039;altra.
Se un architetto (un chimico, un economista...) dovesse studiare per anni trigonometria, fisica e matematica per ritrovarsi senza la possibilità di praticare, pensi che farebbe l&#039;architetto? Io credo di no, e lo stesso vale per me, se non avessi avuto sbocchi lavorativi avrei rivalutato i miei interessi e trovato quanto di più affine avessi potuto trovare a questi; se vuoi storci il naso, ma io continuerò a pensare che non guardare agli sbocchi lavorativi che si avranno intrapresi certi studi è da ragazzi che hanno poca voglia di fare e molta di farsi mantenere.

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7 Anni 9 Mesi fa #263878 da esmozzo

perchè nessuno risponde più al titolo del topic??? :( :( :(

... perché mi piace la scienza come insieme delle conoscenze che applicate ci permette di migliorare la nostra condizione di vita. Ho preferito la medicina alla meccanica, all&#039;architettura o alla produzione di energia perché questi erano i miei interessi, questa la mia natura; del resto, ammetterai, il modo in cui le conoscenze scientifiche si ritrovano così perfettamente integrate dentro un sistema che non si è sviluppato sotto la spinta di un&#039;attività razionale ma per la selezione di caratteri apparsi casualmente, attraverso creazioni e risfacimenti di equilibri, è intrigante. L&#039;uomo, d&#039;altro canto, si sa inserire in questo contesto e sa rimediare a tanti problemi che la costituzione dell&#039;organismo ha proprio per il fatto di non essere perfetta (frutto di un&#039;ipotetica intelligenza che sta dietro all&#039;esistente) ma il miglior compromesso trovato tra una funzione e l&#039;altra.
Se un architetto (un chimico, un economista...) dovesse studiare per anni trigonometria, fisica e matematica per ritrovarsi senza la possibilità di praticare, pensi che farebbe l&#039;architetto? Io credo di no, e lo stesso vale per me, se non avessi avuto sbocchi lavorativi avrei rivalutato i miei interessi e trovato quanto di più affine avessi potuto trovare a questi; se vuoi storci il naso, ma io continuerò a pensare che non guardare agli sbocchi lavorativi che si avranno intrapresi certi studi è da ragazzi che hanno poca voglia di fare e molta di farsi mantenere.


quindi motivi economici/lavorativi hanno avuto un peso importante nella tua scelta,più degli interessi per la materia stessa, o sbaglio?

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7 Anni 9 Mesi fa #263902 da davy91
Innanzitutto credo che mai si debba parlare di vocazione, è una parola che vuol dire tuttto e niente. Insomma non siamo dei crociati che vanno in guerra! C&#039;è chi può amare molto lavorare in un certo ambito,e gli riesce bene, ma non è detto che la persona non avrebbe anche potuto fare altro nella vita e avere successo lo stesso.
Io parlo sinceramente, mi piace la medicina, e me ne sono interessato recentemente, circa da 4-5anni.
Mi piace la scienza in sè, la comprensione dei fenomeni che stanno alla base della vita, e mi appassionano le malattie, come agiscono, come si curano, che effetti producono...ecc
Come vedrai non ho parlato del paziente. Questo non vuol dire che non lo metto in conto, (lo scopo del medico deve essere la salvaguardia del paziente sempre e comunque), ma semplicemente io ho più un interesse "biologico" che "umano". In ogni caso avrò enorme piacere nel poter lavorare a contatto con delle persone che soffrono e cercano un aiuto che spero di fornire, ma questo non è stato il mio primo pensiero quando ho scelto medicina.
Ma i motivi per scegliere medicina possono essere anche altri...
-Buona remunerazione
-Da anni si propaganda che "ci sarà carenza di medici"
-prestigio personale,( che si discosta dai soldi molto spesso!! c&#039;è chi è già benestante ma vuole uno status)
-voler passare a tutti i costi il test: per molti diventa una questione cruciale, "se non passo è perchè sono stupido".
-molte serie televisive incentrate sulla medicina ( vista neanche una, proprio sinceramente, ho cominciato a vederne qualche puntata dopo che sono entrato).

Devo ammettere che il primo punto tange anche me -_- ma non è che sono ossessionato dai soldi, però dopo 11 anni di studio ti aspetti di stare tranquillo almeno economicamente, credo sia una speranza un po&#039; di tutti poter essere indipendenti e tranquilli a livello economico.

Qualche mese fa hanno provato i test alla cattolica 8700studenti...anni fa non c&#039;era questo boom di iscritti, è chiaro che la propaganda( e la chiamo così perchè la situazione non è così rosea come si pensa dopo i 6 anni) ha avuto il suo effetto.

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7 Anni 9 Mesi fa - 7 Anni 9 Mesi fa #263914 da Adalo
I motivi per cui ho scelto medicina in ordine di importanza per me:

1) Al liceo amavo le scienze, biologia e chimica erano le mie materie preferite... poi quando abbiamo iniziato a studiare il corpo umano e un po&#039; di biochimica ho capito che la materia mi appassionava troppo per non farla da grande all&#039;Università.

2) Fare il medico l&#039;ho sempre trovato un lavoro bellissimo, rispetto ad un ingegnere, un chimico, un fisico... non c&#039;è confronto (almeno per i miei gusti!). Vedere entrare le persone malate nel tuo ambulatorio con un problema fisico e poter dargli un aiuto concreto per farle star meglio è davvero meraviglioso. Per essere un buon medico (nelle  specilizzazioni classiche) bisogna voler bene agli altri (tradotto non essere uno stronzo menefreghista), aver pazienza e saper ascoltare... penso di avere queste qualità perciò ho intrapreso questo percorso.

3) Buonissime possibilità di essere assunti e lavorare dopo la laurea, sia nel privato che nel pubblico. Ogni statistica dice che c&#039;è carenza di medici, quindi un buon motivo in più per fare medicina. Sicuramente non avrei mai fatto biologia o filosofia per ritrovarmi a 30 anni a fare il cassiere all&#039;ipercoop... purtroppo è così, con certe lauree oggi in Italia la possibilità di trovare lavoro è minima.

4) Nonostante crisi, periodo nero per tutti, contratti atipici, sfruttamento e servilismi ecc. essere un medico ti permette comunque di avere uno stipendio medio-elevato e perciò di vivere dal punto di vista economico abbastanza serenamente, e in un periodo di crisi guadagnare anche solo 1700 euro/mese appena dopo pochi anni dopo la laurea non è una cosa da poco! Non dico certo che facendo il medico dopo qualche anno vivi nel lusso, nella tua villa con piscina e la jaguar nel garage.. però non ho mai visto medici che stanno economicamente male, diciamoci la verità: di certo non finirò in un callcenter a 750euro/mese come i laureati di lettere o scienze delle comunicazioni..

5) Possibilità di fare esperienze all&#039;estero. Essere un medico ti permette di poter lavorare dove vuoi (dopo aver preso l&#039;abilitazione del paese) puoi andare nei megacentri superavanzati e tecnologici degli USA o Canada ecc oppure decidere di fare esperienze che ti segnano la vita nei paesi poveri del mondo tipo in Africa o Sud America con varie ONLUS (Medici senza frontiere, Emergency, CUAMM, croce rossa...) che cercano in continuazione medici che si offrono per questi progetti. Un motivo in più per fare medicina secondo me.

6) La medicina è una materia in continua evoluzione... per essere chiaro: non è come per chi studia lettere o archeologia dove ormai le cose sono quelle da anni... La ricerca medica e farmacologica è quella più rappresentata a livello mondiale. Ogni anno si scoprono decine di nuovi geni, alterazioni molecolari, farmaci, possibili cause di malattia... Un medico una volta finito di studiare non è mai apposto, deve continuamente aggiornarsi e volendo può partecipare in prima persono alla ricerca medica nel suo settore, facendo il ricercatore.
Io l&#039;ho messo nell&#039;ultimo punto perchè la ricerca mi piace poco e preferisco fare il medico clinico, ma per chi ama la ricerca e scoprire nuove cose, medicina fa davvero al caso suo!

Ultima Modifica 7 Anni 9 Mesi fa da .

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7 Anni 9 Mesi fa #264005 da dreamager

...cut...

quindi motivi economici/lavorativi hanno avuto un peso importante nella tua scelta,più degli interessi per la materia stessa, o sbaglio?

Sono due volte che ti scrivo cercando di farti capire quello che penso e un punto di vista diverso dal tuo.
Tutto quello che sai fare è estrapolare delle frasi, toglierle dal contesto e liquidarmi rispondendo a quelle sole?
Sei fazioso, di parte, non sei qui per discutere ma per provocare... se ti rispondono in troppi non fa nulla se non fai in tempo a rispondere a tutti; che, parliamoci francamente, questa fatica la fai solo perché vuoi avere l&#039;ultima parola. Ho detto tutto.

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7 Anni 9 Mesi fa - 7 Anni 9 Mesi fa #264029 da korakora
sono andata a eliminazione !! non sto scherzando .
interesse per le materie e occupabilità ( che non è ottimale ma comunque tra le migliori insieme ad infermieristica ) in italia sono i valori in base ai quali ho fatto la mia opera di scrematura . alla fine è rimasta medicina e ho iniziato a studiare per il test d&#039;ingresso .
Ultima Modifica 7 Anni 9 Mesi fa da .

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7 Anni 9 Mesi fa #264141 da esmozzo

sono andata a eliminazione !! non sto scherzando .
interesse per le materie e occupabilità ( che non è ottimale ma comunque tra le migliori insieme ad infermieristica ) in italia sono i valori in base ai quali ho fatto la mia opera di scrematura . alla fine è rimasta medicina e ho iniziato a studiare per il test d&#039;ingresso .



mi piace il criterio usato!! ;)

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