Fuori corso di 3 anni

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13 Anni 4 Mesi fa - 13 Anni 4 Mesi fa #183749 da DrHP
Risposta da DrHP al topic Re:Fuori corso di 3 anni

come è possibile che dei bravi studenti, delle persone intelligenti, capaci, dei "vincenti" si trovino di colpo a cadere in baratri di disperazione ed inefficienza? E tutti sugli stessi esami!!

Il motivo, secondo me, è semplicissimo. Le capacità mentali sono tali per cui è facilissimo arrivare ad un livello X, poi difficilissimo passare al livello X+1, X+2 e via discorrendo.
La scuola superiore (che permette anche ad un cerebroleso di diplomarsi) ti illude di essere intelligente; superare i primi 2 anni di università (che di fatto danno le nozioni che dovrebbero dare le superiori) con una certa facilità ti illude di essere molto intelligente. Ad un certo punto arrivano le materie dove, per riuscire, bisogna essere intelligenti davvero: chi lo è passa, chi non lo è si arena.
Se preferisci, è stato spostato il punto di selezione dalla sua sede naturale (la scuola secondaria) ad una sede anomala (l'università).

Ho visto gente che, preso 30 e lode in Psichiatria, alla domanda fatta durante un tirocinio "Cosa somministriamo ad un pz in piena crisi maniacale?" ha risposto "SSRI". Laureato in 6 anni netti. E di aneddoti del genere ce ne sono parecchi.

Sì ma questo si applica anche ai laureati in 10 anni con 110 e lode.
Nell'esercito si usa dire che il soldato ben addestrato vince sempre sul soldato forte e intelligente: è per questo che ci si addestra. Vale anche in medicina (che non a caso mutua dal gergo militare parte del linguaggio, per esempio la guardia). Puoi studiare quanto ti pare, ma finché non hai visto coi tuoi occhi un evento in corsia, questo resta un concetto teorico. Devi studiare lo stesso, perché è solo studiando che, una volta che l'hai vissuto, sei in grado di colmare il gap e mettere in pratica quello che hai studiato in teoria. I migliori sono quelli che vivono in corsia, ma siccome il tempo a disposizione non è infinito, ecco che questi sono anche quelli che vanno lenti, prendono voti bassi agli esami o entrambe le cose (non puoi studiare a memoria i libri E stare in corsia. Non c'è abbastanza tempo).
Un metodo di valutazione che, almeno in clinica, fosse basato almeno al 50% sulla pratica risolverebbe il problema, ma l'università è troppo polverosa per accettare un'idea simile e finisce p.es in chirurgia a dare 30, lode, bacio accademico e palpata di culo da parte della commissione tutta a chi snocciola il sabiston a memoria senza aver mai preso in mano un bisturi o un porta-aghi.
Aggiungerò che l'iper-competitività portata dalla larga maggioranza di donne in facoltà aggrava il  problema. Non vogliono imparare, vogliono il voto, e non lo vogliono perché rappresenta una misura della loro cultura, ma una misura della loro superiorità sui colleghi. Questo amplia ancora di più il gap tra capacità reali e risultato accademico.
Soluzioni? Non ce ne sono.

Anatomia è stato uno scoglio pazzesco, la preparavo insieme ad altri esami non bloccati del 3°, poi del 4°, poi del 5° anno, perchè non riuscivo a passarla e non potevo tornare a casa senza voti... risultato: l'ho passata al 5° anno e poi mi sono arenata allo stesso modo su Fisiologia.

Tre sono le basi della medicina:
anatomia: com'è fatto
fisiologia: come funziona
patologia generale: come si può rompere
Non è accettabile affrontare la clinica senza aver posto queste basi. La clinica è apparentemente facile, ma in realtà senza le basi suddette è un castello di sabbia che si disfa alla prima difficoltà.
Anche perché poi il percorso "in uscita" della medicina è costituito dalla clinica medica e dalla clinica chirurgica, ovvero: adesso che so cosa si è rotto, dove, come e perché, come posso riparare il danno?

Mai darsi per vinti! Mai arrendersi!
comandante Peter Quincy Taggart
Galaxy Quest, 1999
Ultima Modifica 13 Anni 4 Mesi fa da .

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13 Anni 4 Mesi fa #183774 da Dottoressabionda
Quindi in definitiva, chi non riesce ad arrivare a X+1 è più stupido degli altri. Per carità, è una cosa che si accetta, solo che mi è sempre sembrato che le mie capacità di studio in passato fossero decisamente migliori di adesso, e non solo per i "bei votini" presi... mi piaceva illudermi che forse non sono sempre stata così "stupida", ma che per qualche motivo lo sono "diventata"...

Riguardo a ciò che dici sull'ipercompetitività delle donne, sono d'accordo con te: ce n'è un buon numero che vuole solo essere la prima della classe e non si interessa al perchè sta studiando.. infatti sono quelle che poi si impressionano quando vedono un po' di sangue... (ne conosco). Io non sono una di quelle persone. Non mi interessano i voti di per sè. Quando ho scritto che "non potevo tornare a casa senza voti" forse mi sono espressa male: il mio problema è che vivo in una famiglia molto esigente, in cui poco importa il lavoro ben fatto, l'importante è il pezzo di carta che lo certifica. E non sono assolutamente d'accordo, però ho dovuto piegarmi a questa logica per non farmi tagliare i fondi. Quindi ho dato esami molto "specialistici" e più "facili" da passare come, Odontoiatria, Oculistica, Ortopedia, ORL, Immunologia, Metodologia Clinica, Microbiologia, Psichiatria, Medicina Legale e anche Patologia generale, anche senza Anatomia e Fisio e li ho studiati tutti seriamente, con voti dal 24 al 30. Sono d'accordo cn te sulle basi "anatomia: com'è fatto; fisiologia: come funziona; patologia generale: come si può rompere" e infatti a me è capitato di studiare anatomia e fisiologia nei programmi di tutti gli esami sopracitati, un pezzo per volta. A me è capitato di avere un blocco nei confronti di questi 2 esami, per la loro mole o per la modalità d'esame, o per paura e basta, quindi ho voluto condividere la mia esperienza con qualcuno che forse poteva aver provato qualcosa di simile.
Non volevo dare l'impressione di chi è interessata solo a portare a casa il voto, se è questo che ho dato a vedere, nè era questo il mio messaggio.

Riguardo al modo di valutazione della preparazione e delle abilità usato nella maggior parte delle facoltà di Medicina in Italia, sono d'accordo con te: c'è uno spesso strato di polvere su tutto, e chi è poi un bravo clinico non è sempre chi si è laureato in 6 anni con 110 e lode, questo lo so anch'io... solo che fa rabbia, ed ogni tanto ci si deve anche sfogare, no?

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13 Anni 4 Mesi fa #183796 da DrHP
Risposta da DrHP al topic Re:Fuori corso di 3 anni

mi piaceva illudermi che forse non sono sempre stata così "stupida", ma che per qualche motivo lo sono "diventata"...

Ho recentemente letto (sul corriere o su repubblica, vabbè) che uno studio pubblicato su nature avrebbe dimostrato (?) che il decadimento delle prestazioni mentali di apprendimento comincia a 22 anni. Sarà anche vero, non so.
Quello che dice la mia esperienza è che il cervello è come un muscolo. Più lo alleni, più dà.
Per conto mio, comunque, preferisco pensare di non essere troppo intelligente, ma mantenere un decente intelletto fino a che una morte cardiaca improvvisa (speriamo) mi stenda che credere di essere stato un genio, ed essere sull'ineluttabile via della demenza (pre-senile).

fa rabbia, ed ogni tanto ci si deve anche sfogare, no?

Sì. Il problema di sfogarsi è che non porta più vicino alla soluzione del problema.
Anche a me le "macchine da esami" fanno paura. Vuoi perché poi, esattamente come dici tu, sul campo spesso (non sempre, però, eh)  si rivelano tanto idioti quanto te o me agli esami (io agli esami ero bravissimo a mettermi nei guai), vuoi perché  sappiamo benissimo che la selezione viene fatta sui parametri in cui loro eccellono, e non sulla reale capacità di fare il medico (che alla fine del percorso sarebbe quella da valutare). Tuttavia questa è la situazione, e ci dobbiamo adeguare.

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comandante Peter Quincy Taggart
Galaxy Quest, 1999

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13 Anni 3 Mesi fa #184940 da Lucila
Risposta da Lucila al topic Re:Fuori corso di 3 anni
La mia storia assomiglia alle vostre, e se ci aiutassimo a vicenda? Magari oltre che su questo sito per email? un abbraccio da Genova

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13 Anni 3 Mesi fa #184943 da luemas
Risposta da luemas al topic Re:Fuori corso di 3 anni
Leggere questo post mi ha messo in testa un'infinità di interrogativi.. Faccio parte della categoria dei "bravi alle superiori", ho la media dell'otto, senza fare uno sforzo disumano.. però so che questo non mi potrà garantire di essere in grado di farcela all'università, anzi leggendo le vostre storie mi viene istintivo pensare che non ce la farò.. mi è rimasta impressa la vicenda una ragazza che conosco si è bloccata su Anatomia e ha lasciato medicina, dopo tre anni.
Prima di entrare l'unico pensiero è passare il test.. Ma ora mi chiedo: è davvero così impossibile? Bisogna essere realisti, onesti con se stessi, accettare la propria mediocrità e rinunciare? O c'è qualche altra strada?

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13 Anni 3 Mesi fa #184948 da ari
Risposta da ari al topic Re:Fuori corso di 3 anni
Scusa...fammi capire un po'...tu ti scoraggi al solo pensiero delle difficoltà che potresti incontrare? :dash: Ma, questo vale anche per qualunque altra cosa che tu vorresti fare nella vita. Una facoltà come quella di medicina non è certo una passeggiata, ma se hai passione e interesse per questo percorso, nulla potrà fermarti. Non so quanti anni tu abbia (sicuramente molto pochi), ma prima di prendere una decisione, verifica di persona, cioè vai sul campo e informati. Non impressionarti dal sentito dire e, soprattutto, non giudicare te stessa/o.

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13 Anni 3 Mesi fa #184952 da luemas
Risposta da luemas al topic Re:Fuori corso di 3 anni

Scusa...fammi capire un po'...tu ti scoraggi al solo pensiero delle difficoltà che potresti incontrare? :dash: Ma, questo vale anche per qualunque altra cosa che tu vorresti fare nella vita. Una facoltà come quella di medicina non è certo una passeggiata, ma se hai passione e interesse per questo percorso, nulla potrà fermarti. Non so quanti anni tu abbia (sicuramente molto pochi), ma prima di prendere una decisione, verifica di persona, cioè vai sul campo e informati. Non impressionarti dal sentito dire e, soprattutto, non giudicare te stessa/o.


Hai ragione, di anni ne pochi, ho diciassette anni, nel campo medico ci sono sempre vissuta, ne ho parecchia esperienza e sono sicurissima di quel che vorrei fare. Diciamo che non ho dubbi sulla scelta, sono disposta ai sacrifici e ho una buona forza di volontà. Ho solo paura di intraprendere una strada superiore alle mie effettive capacità, e tutto ciò che ho letto in questo topic, e alcune esperienze di persone che conosco mi hanno fatto venire la paura di essermi troppo "sopravvalutata" e di non avere le doti necessarie per studiare medicina. Grazie per la risposta, spero di non essere andata troppo off topic, ma mi interessava molto il discorso:

come è possibile che dei bravi studenti, delle persone intelligenti, capaci, dei "vincenti" si trovino di colpo a cadere in baratri di disperazione ed inefficienza? E tutti sugli stessi esami!!

Le capacità mentali sono tali per cui è facilissimo arrivare ad un livello X, poi difficilissimo passare al livello X+1, X+2 e via discorrendo.
La scuola superiore (che permette anche ad un cerebroleso di diplomarsi) ti illude di essere intelligente; superare i primi 2 anni di università (che di fatto danno le nozioni che dovrebbero dare le superiori) con una certa facilità ti illude di essere molto intelligente. Ad un certo punto arrivano le materie dove, per riuscire, bisogna essere intelligenti davvero: chi lo è passa, chi non lo è si arena.
Se preferisci, è stato spostato il punto di selezione dalla sua sede naturale (la scuola secondaria) ad una sede anomala (l'università).


E mi chiedevo se fosse possibile evitare la "selezione", cioè rendersi conto prima se si può riuscire in un determinato percorso o no. La passione c'è, ma non so se sia sufficente.

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