La peggior studentessa mai iscritta a medicina

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1 Anno 2 Settimane fa #316286 da nessunovuoleessererobin
Ciao a tutti! Spero che qualcuno possa leggere questo sfogo e magari aiutarmi. La mia situazione è la seguente: ho appena iniziato il sesto anno di medicina, ma ho dato soltanto gli esami del primo anno, quindi ho indietro 4 anni di esami. Il motivo? Soffro di una grave fobia sociale, di depressione e di disturbo evitante di personalità. A posteriori mi rendo conto di aver scelto un ambiente completamente sbagliato per me, il problema è che la stessa sensazione che provo adesso si ripresenterebbe in qualsiasi ambito. Ho provato a prendere in considerazione altre possibilità, ma non me la sento di cambiare corso di laurea, poiché dovrei ricominciare da capo, e di andare a lavorare, in questo momento, non se ne parla. Dall'esterno sembra che io abbia cazzeggiato per anni, mentre in realtà dovevo lottare anche solo per alzarmi dal letto. Mi sono letteralmente trascinata a qualche lezione, giusto per non avere problemi dal punto di vista burocratico. Tirocini non ne ho mai fatti. In questi anni, l'unica cosa che mi ha fatto andare avanti è stata la volontà, un giorno, di diventare medico. Il problema è proprio l'università: non ho stretto amicizia con nessuno, trovo l'ambiente competitivo tossico e mi sento un pesce fuor d'acqua. Inoltre so che molti docenti cercano di "sabotare" i fuoricorso. Questa situazione ha fatto si che mi sentissi male anche solo a sentir nominare argomenti di medicina: oltre a non studiare, ho smesso di leggere e di documentarmi. Ora ho 25 anni e mi sembra ormai troppo tardi per recuperare, ho perso le speranze, anche se mi piacerebbe davvero tanto continuare.
Qualcuno di voi si è trovato in situazioni simili? Se sì, come avete risolto?
Spero davvero che qualcuno risponda, mi sento sola e senza speranze
Ringraziano per il messaggio: Cioppetto

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10 Mesi 2 Settimane fa #316314 da Cioppetto
Sei stata nella mia stessa situazione. Io ho piu' o meno "risolto" la situazione semplicemente non dovendo piu' aver a che fare con l'ambiente precedente, colleghi amici, parenti che appunto giudicano, non fanno altro, reiterando il burnout che avviene. Io non mi sento nè mi sentiro' mai in colpa per aver ridato 50volte 1 esame bloccante e perso 5 anni di vita nello studio senza che mi siano state date spiegazioni chiare del perché ad altri tutto andava "perdonato", comprese scene mute premiate con voti 28 (guardando il libretto, rappresentanti o altro ancora). Siccome il mondo esterno non è dell'ambiente non puo' conoscere scempi e problemi inerenti al percorso universitario, che di per sè già lungo, dovrebbe corrispondere a rigor di impegno, tempo e denaro investito in lezioni, spostamenti, studio e rinunce in valutazioni all'altezza del piano, ma cio' non avviene per tutti. Così come se hai mai avuto un cognome straniero te lo sentivi "storpiato" all'appello. E tante altre cose su cui non mi dilungherò ma che comunque mi tolgono il sonno e me le ritrovo ogni mattino.
LATO PSICOFISICO Il mio consiglio, per quanto comprenda questa sofferenza è da un lato allontanati dalle fonti depotenzianti, seguendo magari videocorsi di approfondimento (ecm) o partecipando a meeting o semplicemente facendo tirocinio libero se puoi che ti possa far tornare il desiderio la voglia di finire (sempre che appunto non hai il problema di un dato esame bloccante o che comunque sai già come nel mio caso che per quanto tu possa studiare, finché non cambia il docente non si passa, perché ormai per chissà quale motivo, ti ha preso di mira, perché non c'è altra spiegazione scientifica). Comprendo anche nel caso di "burnout" ovvero nell'impossibilità di preparare l'esame per tempo di saltare o fare una pausa piu' o meno lunga distraendoti il piu' possibile dall'ambiente e compiendo se possibile un "reset" momentaneo se il problema persiste al fine poi di ritornare con tabula-rasa in maniera piu' lucida, fresca, lontano da pensieri distraenti e controproducenti, tanto piu' l'ambiente depotenziante pocanzi descritto (vedasi l'esempio "una poltrona per due").
Posso poi dirti che studiare stile "scuola media" con metodo bastone e carota non ha senso in ambito professionale, dove invece l'imparare e la formazione costituisce la chiave per la propria soddisfazione e capacità clinico-diagnostiche (anche se per almeno 3-4 anni queste cose in queste facoltà nemmeno si toccano, prediligendo materie di tipo biomoloecolari che per quanto affascinanti esulano dall'obiettivo e talvolta sarebbe utile farle dopo aver completato le basi invece su cui si sorvola, creando tra i corsi enormi quantità di ripetizione e confusione).
Controlla lo stato di salute innanzitutto. Patologie di dolore cronico a carattere infiammatorio possono compromettere la lucidità e la concentrazione le scelte e la possibilità di miglioramento. Se decidi di fare una pausa lavorando, assicurati di non cadere in ambienti "pericolosi" dove vigono capolarati, nero, cattiverie, mal pagati e minacce assolutamente controproducenti (piuttosto meglio pensare a hobbies attività fisica stile salutare ).

LATO STUDIO Non esigere troppo, non focalizzarti troppo su schemi appunti libri o perdite di tempo, semmai vai di mappe mentali. Se sai qual'è la commissione d'esame leggiti o chiedi (magari nei gruppi facebook dedicati) le domande d'esame tipiche e i metodi di valutazione, cerca di prenderti per tempo, rispettando le tue tabelle di marcia personali, metti in conto che ci saranno giorni no o casini (se poi ti isoli i casini saranno ridotti al minimo, anche se spero non diventerai come me, cioè non arrivare alla misantropia). Se sei già rodata sugli argomenti ti basta un bel ripasso. Mi ha aiutato molto registrarmi a video o l'audio un finto orale e partire. L'ansia la metti da parte in quanto "cavolata" non utile. La vita in fondo è solo una scommessa, una partita a poker, e a qualcuno le mani sono davvero pessime (tipo un esame sfinente che consta in numerosi orali e voti bassi che poi si trasforma in un mero quiz l'anno dopo, dopo che quindi lo hai registrato, dove tutti prenderanno facilmente dal 28 al 30 semplicemente riprovandolo in un'oretta conoscendo già le domande: sinceramente questa è strategia). Avevo creato anche un gruppo ad hoc, ma poi ho lasciato perdere per vari motivi.

LATO ECONOMICO: alla fine è un investimento che in questi anni non sta fruttando a molti per via dei problemi medico legali crescenti, il blocco ad imbuto formativo delle specialistiche, la scarsa offerta inerente alle proprie aspirazioni, il senso di fallimento anche di chi già lavora oppure di insoddisfazione. Per non parlare della mancanza di pratica ed addestramento che viene delegata successivamente al singolo anche nella gestione fiscale ecc. ci sono grossi problemi in Italia lo sappiamo. Non ti aspettare aiuti o informazioni chiari e vere (anche se ultimamente c'è un miglioramento). Non farti impressionare o condizionare dai social, anzi usa al minimo il profilo non farti rubare tempo. Il tempo è la moneta che nessuno ci ridà. Il denaro lo puoi rifare (in alcuni casi anche in maniera stranamente veloce anche se non sempre facile). Ad ogni modo non preoccuparti nemmeno troppo delle tasse isee permettendo, dopo ci saranno anche altre spese, altri doveri, altri casini che spesso nemmeno si immaginano oppure non si è pronti ad affrontare magari fisicamente oltre che emotivamente. Prendi questi momenti come traning.Approfittane prima della laurea per riposarti, non è una corsa a chi arriva prima o con gli altri o chi ce l'ha piu' lungo (per alcuni che ambiscono a determinati ruoli lo è, ma se te sei un po' come me quando avevo la tua età forse non hai bisogno di quello, hai bisogno forse, se lo senti dentro di te, di essere semplicemente un buon medico, una brava persona e il piu' possibile umana e normale, qualità che purtroppo sono carenti in molti ambiti ma di cui vi è un disperato bisogno (e certe qualità non si imparano sui libri, o ce le hai o te le forgia il dolore).
Arriverai prima o poi tranquilla.

Per la tesi: questo non so risponderti perché quando ho chiesto delucidazioni io mi hanno semplicemente detto "ci vuole fortuna". Al che ho smesso di preoccuparmi dei risultati, dato che entrano in gioco "fattori" di cui non abbiamo il pieno controllo, per quanto impegno ci si possa mettere. Sarebbe bello un lavoro di ricerca o che ma alla fine va bene, i miei ambiti ad esempio so che non me li daranno mai, ma ormai nemmeno mi importa piu'. Basta uscire. L'importante è non perdere la volontà di fare questo lavoro.
Io sinceramente l'ho persa, ma non tanto per l'università, per tutto l'insieme. Tutto comincia a perdere senso, ad essere pura formalità. Siamo numeri, i pazienti altri numeri. Fine. Un malato è tale solo se rientra in quel momento nei criteri diagnostici, quando magari ha una patologia insidiosa e non rilevata che poi salterà fuori. Il benessere dell'individuo e della persona è completamente depersonalizzato. L'ho provato come paziente, vorrei non farlo provare ai miei di pazienti, questa sensazione di essere persi, di non sapere da chi andare o cosa fare, di dover cercare da solo che esami fare perché nessuno ti seguiva fino a che non fu troppo tardi.
Speravo, auspicavo a tante cose, ma anche io ti confesso, ho smesso di lottare, mi lascio trascinare un po' dalle mie patologie fisiche un po' da questo senso di ineluttabilità che è la vita e le scelte politiche umane. Siamo in fondo vittima di scommesse miliardarie di società e banche che muovono fondi. Non siamo veramente liberi... Ma questa è un'altra storia e la risparmio.
Tornando a noi, se davvero credi di poter fare la differenza, allora meriti di finire, di aiutare nel tuo piccolo/grande i tuoi futuri pazienti (ed eventualmente colleghi).
Ti auguro il meglio. E' solo questione di tempo, poi la carica ti tornerà. Ti riappassionerai e tornerai a stare sui libri ore ma non con fatica e lamentandoti, ma con piacere, nel voler sapere per desiderio di essere migliore, di imparare ed essere competente, sarà così che la medicina sarà tua, la farai tua, diventerà parte di cio' che devi già sentirti : un dottore, un medico, non importa se specialista, guardia medica, neolaurato. Sei una figura che ha un grande carico di responsabilità e di potere benefico. Sentitelo senza che ti opprima questo pensiero, ma che ti dia la forza di dire: "io ci sono, io ce la faccio, queste cose sono il mio lavoro, le sto solo ripassando e studiando per migliorare, non solo per l'esame in sé ma perché poi in fondo mi serviranno, saranno il mio pane quotidiano, e piu' saprò piu' avrò possibilità di fare stare meglio chi ho davanti".
Se qualsiasi docente ti offrirà frasi depotenzianti, fattele uscire dall'altro orecchio, non fare come me che mi ritornano in mente ogni notte, lasciali perdere, molti hanno paura oppure sono solo stanchi e a volte perdono la pazienza per altre ragioni. Ma tu non sei cio' che pensi di te in quel momento, sei cio' che pensi di diventare. Ogni giorno, mattoncino dopo mattoncino, sarai sempre piu' brava, competente e quindi sicura di te.
Mi auguro che un giorno di darti la mano come collega.
Un augurio di buon lavoro (odio dire buono studio, preferisco buona formazione, "studio" mi sa' tanto da Giacomo Leopardi. Non ha senso soffrire se si fa cio' che si ama).


PS: se il compagno/a si lamenta o ti deprime sai dove devi mandarla :) Non c'è nulla di peggio di avere qualcuno che dice di volerti bene che ti fa sentire male o ti da del fallito o fa i confronti perché frustrato . Meglio soli con un pc e le proprie letture.
PPS: se eri troppo "ambiziosa" pensa all'estero, in Italia purtroppo anche se hai testa bisogna purtroppo sottostare a cose che... per farla breve... andrebbero contro la propria coscienza. Non ne vale la pena vendersi l'anima per qualcosa di effimero.
PPPS. la vita è una (aggiungerei per fortuna). Va e cerca di renderla meravigliosa per te e per chiunque ti incontrerà.

In bocca al lupo collega, ma al lupo c'è solo da fare l'autopsia ;)


E casomai non vi rivedessi
Buon pomeriggio
Buona sera
Buona notte


So che il post è vecchio e magari sei già laureata o che, ma ogni tanto faccio un giro qui,

anche solo per ricordarmi alcune cose e per rendermi conto in fondo,
che siamo in tanti così, solo che siamo nascosti,
qualcuno si vergogna,
io mi vergogno se ho fatto qualcosa di male o non ho fatto il mio dovere.
Secondo me la vergogna dovrebbero provarla ben altri (ad esempio chi non mi ha mai risposto a dei perchè :) )

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