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Se questo è un MMG...

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8 Mesi 2 Settimane fa #318654 da M_Loa
Se questo è un MMG... è stato creato da M_Loa
Salve a tutti/e,
non sono medico né aspirante tale, anche se un contributo in sanità l'ho dato come amministrativo affiancato ai medici del D.I.R.M.E.I durante l'emergenza Covid. Ora faccio assistenza clienti per società energetica in Call Center, mi sarebbe piaciuto continuare in ambito sanitario come amministrativo ma cliniche private ed RSA rigettano il mio CV o si dichiarano non interessati al mio profilo.
Volevo sottoporre alla vs attenzione questo episodio accaduto con il mio (ormai ex) MMG, giovane medico sostituto del mio precedente, ora in pensione. Sarà lunga, vi avverto, perché sono dettagliato nell'esporre.

Premetto che già al telefono, prima che diventasse ufficialmente medico di famiglia, aveva dato l'idea di essere persona totalmente asettica, con difficoltà a pronunciare le parole "Buongiorno" e "Grazie". Ma chi sono io per giudicare una persona sulla base di questo? Ho pensato che un medico poco più grande di me sarebbe stata ottima cosa, che avrei potuto rapportarmi con lui quasi (sottolineo "quasi" perché è pur sempre medico) come ad un coetaneo.

Accade che una mattina, dal nulla, mi sveglio con un costante bruciore alla gola, voce completamente rauca che ogni tanto sparisce e un brutto sapore di sangue in bocca. Essendo in negativo con le assenze a lavoro, poiché i primi giorni non sono potuto andare a causa di una influenzaccia intestinale che mi ha debilitato (qualche giorno l'ho dovuto fare con la febbre altrimenti mi avrebbero licenziato), mi sono allarmato. Ho provato a contattare lo studio medico di questo mio nuovo MMG e risponde la segretaria. Le chiedo se posso essere visitato tra un pz e l'altro o fuori orario, dato che la situazione è stata imprevedibile e rischia anche di compromettere il mio posto di lavoro. Mi viene detto di no.
Ci può stare, tanti pz subentrati, è chiaro che il medico sia pieno. Contatto allora due mie conoscenze, una all'ospedale Molinette e l'altra alla clinica Fornaca, persone squisite che conosco da tanto nonché professionisti in gamba, con i quali mi sono sempre ampiamente sdebitato quelle poche volte in cui mi hanno visitato fuori orario (sempre per emergenze ovviamente, mica per sport). Purtroppo, entrambi erano fuori città. Allora, non sapendo che fare ma certo di non poter chiamare a lavoro per dire che sarei rimasto a casa senza una mutua e senza una diagnosi, faccio l'unica cosa che mi viene in mente anche se esagerata: recarmi in Pronto Soccorso. Vengo (giustamente) insultato dalle infermiere che mi chiedono perché non mi sia recato lo stesso dal medico, anche senza appuntamento, e spiego loro che mi era stato detto di no dalla segretaria. Mi dicono che avrei dovuto insistere, ma non sono il tipo. Anzi, comprendendo la situazione del "giovane medico", ho preferito le vie "traverse" piuttosto che impormi andando lo stesso. Dopo quasi tre ore di attesa, ricevo una chiamata. È mia madre: senza che le dicessi nulla ha insistito lei al mio posto e, parlando con la stessa segretaria, questa le ha detto che sarei potuto passare e che avrebbe avvertito il dottore.

Sollevato, mi reco in studio da lui dove una sua pz, saputo che ero passato in extremis solo per essere visitato alla gola, mi cede il posto. Quand'ecco che esce lui, il medico, che chiama la sig.ra. Lei gli spiega che mi ha ceduto il posto, lui mi guarda, sbarra gli occhi e fa il classico "gesto all'italiana" per il quale siamo famosi in tutto il globo. Gli dico che sia io che mia madre lo abbiamo contattato per una visita in extremis. Lui sbatte le braccia sui fianchi, sbuffa e dice che riceve solo previo appuntamento. Spiego che lo so, ma questa volta si tratta di situazione imprevista e delicata che avrei avuto piacere di spiegargli. Intanto entra in studio e io lo seguo. Dice che c'è un app, Doctolib, dove ci si prenota e si attende il giorno della visita, e che è bene non presentarsi in studio senza preavviso. Appena gli dico che la segretaria ci ha detto che sarei potuto passare e che l'avrebbe avvertito, si altera, dicendo che al massimo lei gli ha detto che sarei passato ma non che avrebbe dovuto visitarmi. Percependo nell'aria un fastidio tagliabile col coltello, faccio per andarmene e gli dico di lasciar perdere. Mi fa "Ma tanto oramai è qui, perciò si sieda". Mi visita e mi diagnostica una bronchite cronica. Benissimo! Mi prescrive quello che deve e, dopo averlo ringraziato per la pazienza e la visita fuori orario, non dice assolutamente nulla. Dato il disagio procuratomi dal modo in cui si è comportato con me, per giunta davanti agli altri pz in attesa (anche se pochi), decido di revocarlo come medico. Mi contatta per email pochi giorni dopo chiedendomi il motivo, e glielo spiego per filo e per segno, e che inizialmente neanche volevo passare sapendo che era impegnato, contattando le mie conoscenze. Mi risponde dandomi, tra le righe, dell'irrispettoso verso questi professionisti che conosco, verso di lui e verso la professione del medico, rinfacciandomi l'avermi visitato lo stesso nonostante il numero di pz che si ritrova ad avere in cura (come se si fossero presentati tutti quel giorno) e conclude dicendosi in fondo contento della mia revoca, in quanto io sia "immeritevole della sua assistenza".
Al che non ci vedo più e controbatto, dicendogli che, dalla mia esperienza al D.I.R.M.E.I durante il Covid, ho empatizzato con medici di vario tipo così tanto che, se prima li stimavo e ammiravo, ora ancora di più. Ho capito quanto questo mestiere sia una vera e propria missione, di fronte a qualsiasi avversità, e che ho imparato cosa significhi tornare a casa stremati dopo aver cercato di assistere più pz possibili (noi amministrativi, assieme ai medici, facevamo valutazione e aiuto monitoraggio sintomi tramite i questionari dell'ASL, assistenza telefonica, prenotazione tamponi domiciliari e in struttura e, quando sono state disponibili, vaccinazioni con stampa dei richiami delle altre dosi). Gli dico, inoltre, che non mi è mai capitato in vita di vedere un medico reagire così di fronte ad un pz giovane (come lui) che chiede solo una visita veloce.

A questa mia mail, risponde mandandomi a quel paese in modo educato ("Vada per la sua strada").

Ora,
c'è chi tra le mie cerchie mi da' pienamente ragione e chi, come mia madre, pensa che al di là di tutto io sia stato troppo reazionario. Perciò vorrei chiedere, se possibile, a voi medici ed aspiranti tali, un vostro parere: considerando quanto fatto prima di presentarmi da lui, sono io irrispettoso nei vostri confronti e del vostro mestiere, se mi presento lo stesso in ambulatorio anche senza prenotazione? E' stata giusta la reazione del MMG che mi sono dovuto sorbire? E' un comportamento da medico questo?

Spero possiate darmi un riscontro, perché sembra che il mondo stia andando sempre più alla rovescia, a cominciare proprio da alcuni ambulatori.

Grazie di cuore, e onore a voi

 
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