Lasciare Medicina al primo anno

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4 Mesi 3 Settimane fa #316369 da LilyR
[justify]Salve, sono una studentessa del primo anno. Ho 19 anni e ho avuto la fortuna di entrare al primo colpo. Ho cambiato spesso idea riguardo il mio futuro, però all'ultimo anno di liceo avevo deciso di intraprendere questo percorso esclusivamente per diventare psichiatra, forse un po' idealizzando la figura del medico. Ora sono a metà anno e mi trovo completamente demotivata: so che sono all'inizio e le materie sono quelle di base, ma se appunto non ho interesse nelle basi, cosa mi dice che mi piacerà il resto? E poi non sopporto l'approccio, così freddo e distaccato. Sono sempre stata portata per le materie umanistiche (sono brava a scrivere e a disegnare per esempio), ma ero piuttosto brava in tutto, quindi è per questo che sono qui. Pensavo quindi di passare a psicologia, che magari è più adatta a me e posso studiare quello che mi interessa senza aspettare 6 anni per poi scoprire che psichiatria non è come la immagino. Anche perchè è anche una questione di salute: nell'ultimo esame che ho dato sono stata veramente male, non riuscendo a dormire, con continuo mal di testa e anche nausea. Cosa ne pensate?[/justify]

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4 Mesi 1 Settimana fa #316377 da ibridodirisonanza
Ciao! Non darò una risposta alle tue domande in realtà, ma piuttosto ti parlo della mia "esperienza". Diciamo che sono stata e sono nella tua stessa identica situazione. Al liceo ero brava in tutto, portata per le materie umanistiche e brava in quelle scientifiche (ma ho fatto il classico, quindi non conta), la prima della classe e blablabla. Vivendo la necessità di scegliere un corso di studi che mi portasse a fare qualcosa di sicuro un domani e al contempo il bisogno di fare qualcosa di grande per la società e rendermi utile, medicina è stata la scelta naturalmente conseguente a tutto ciò. Così ho fatto il test e per magia (davvero) sono passata al primo colpo. All'inizio sono stata felicissima: ero riuscita a superare un ostacolo per molti insuperabile e avevo provato a me stessa e a chi mi stava intorno di valere qualche cosa (solo più tardi ho capito quanto fosse sbagliato questo ragionamento, nel profondo). Poi però è arrivato il bello, voglio dire, il brutto: in breve tempo ho fatto esperienza di tutti gli errori che avevo commesso nel scegliere questa strada, primo fra tutti l'averla idealizzata troppo. Tutto il contorno cui avevo prestato ingiusta attenzione fino a quel momento aveva finito per distrarmi totalmente dalla realtà del corso di studi che avevo scelto. Le materie del primo anno erano noiose, era difficile per me concentrarmi, seguire le lezioni, sentire il peso di vedermi diversa dai miei compagni più o meno appassionati, invece, ai corsi. Tuttavia, mi sono detta "prenditi tempo, è solo il primo anno. Arriveranno materie più caratterizzanti, più coinvolgenti, aspetta". E allora così ho fatto: ho stretto i denti e sono andata avanti a studiare nozioni una dopo l'altra, senza che ci fosse mai davvero qualcosa ad appassionarmi. In breve tempo (magari, breve solo qui nella narrazione) è arrivato il secondo anno, il primo semestre, e sono arrivate materie come biochimica e neuroanatomia. E io con loro sono arrivata al limite. Ho cercato di non demordere e di andare avanti nonostante tutto ma poi ho dovuto fermarmi e fermarmi per lasciarmi il tempo di ascoltarmi davvero. Quindi ora sono qui, secondo semestre iniziato, seguito qualche lezione giusto per, riletto qualche pagina di biochimica e neuro giusto per, confusissima come un anno fa ma senza più tempo.
Quello che so, però, l'unica certezza in questo travaglio infinito, è che per me non è possibile pensare di andare avanti così: pensare, cioè, di sostenere tutto lo stress e la fatica di questo percorso di studi (che forse non è davvero tanto diverso dagli altri, non posso saperlo) senza sentire quella lucina dentro che getti luce su di me e sul mio futuro, quella voce che mi dica "Staremo anche male, ma ne vale la pena".

Forse non è una brutta idea quella di passare a psicologia, anzi. Potrebbe essere il giusto compromesso alle tue necessità. Il consiglio che posso darti è di ascoltare bene e dare rilievo alle tue sensazioni, di parlarne con qualcuno di competente che sappia guidarti in questa scelta e questi dubbi (un tutor, che sia di medicina o di psicologia) e di confidare la tua indecisione alla tua famiglia.
Spero riuscirai a schiarirti le idee :)

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