Ultima epistola?

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10 Anni 4 Mesi fa #229570 da
Risposta da al topic Re:Ultima epistola?
Altra infornata (stessa fonte):

1) Quali sono le cause di miocardite?
2) Qual è la terapia dell'embolia polmonare in gravidanza?
3) Nel colpo di calore è preferibile usare il paracetamolo o un altro antipiretico? (Tranellone...  :rolleyes: )
4) Quali sono i riscontri ecografici suggestivi di appendicite?

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10 Anni 4 Mesi fa #229956 da
Risposta da al topic Re:Ultima epistola?
1) Le forme linfocitiche sono da ricondursi a infezioni virali di vario tipo o ad altri agenti infettivi (per esempio Borrelia o Trypanosoma).

Esistono anche le forme da ipersensibilità (tossiche), quelle a cellule giganti (con timoma ed altre forme autoimmuni) e la sarcoidosi.

N Engl J Med 2009;360:1526-38

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10 Anni 4 Mesi fa #230058 da HelterSkelter
Risposta da HelterSkelter al topic Re:Ultima epistola?
ehm...magister se si epifanizza al piu' presto con un nuovo caso, salviamo dalla disperazione semantica il birbantello del mississipi.....

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10 Anni 4 Mesi fa #230101 da
Risposta da al topic Re:Ultima epistola?

disperazione semantica

Credo che dovresti seriamente considerare una modifica nel tuo nickname: mi permetto di consigliarti Umberto Eco (come prima scelta), ma anche Roland Barthes potrebbe essere adeguato.

Essendo affezionato al Tema (pur non potendo vantare nel Curriculum un sufficiente praticantato come Astante/Adepto), cerco di mantenerlo vivo come posso e (penso) rispettandone lo spirito, in attesa del ritorno deL Becchino (in assenza del quale risulterebbe anche impossibile seppellire il Tema stesso).

Ovviamente sono tutti spunti, poi uno se vuole approfondisce i vari argomenti. Casi clinici io non ne posso proporre perchè non saprei come affrontarne la "correzione", dunque, come ho già detto, faccio quello che posso. Questo Tema è stato fonte di crescita "culturale" (dal punto di vista della Medicina) per me, dunque mi piacerebbe -molto umilmente e nel piccolo delle mie possibilità- contribuire a fare sì che possa continuare ad esserlo anche per altri.

Detto questo, penso di non dovere "giustificarmi" con nessuno a riguardo (ovviamente se ILBecchino -che è il "padrone di casa" qua- fosse contrariato da queste "intrusioni" le sue critiche sarebbero ascoltate).

Procedendo:

2) In fase acuta la risposta è abbastanza univoca: eparina a basso peso molecolare a meno di presenza di insufficienza renale, rischio elevato di sanguinamento o intervento chirurgico imminente (nel qual caso si utilizza l'eparina non frazionata).

La trombolisi deve essere considerata nelle pazienti emodinamicamente instabili, ma è da evitare in quelle con segni ecocardiografici di disfunzione del ventricolo destro con emodinamica ed ossigenazione adeguata (anche al di fuori della gravidanza peraltro questo argomento è fonte di dibattito).

In fase subacuta (primo mese) la terapia deve essere continuata con l'eparina a basso peso molecolare evitando gli anticoagulanti orali per il rischio teratogeno e monitorando l'antifattore-Xa.

Successivamente si può ridurre di un quarto il dosaggio evitando i controlli o mantenere lo stesso regime.

E' sempre indicato l'utilizzo delle calze elastiche.

Il parto va programmato e l'anticoagulazione proseguita fino a 6 settimane dopo il parto. Se l'embolia polmonare si verifica a meno di 2 settimane dal parto la gestione è più complessa (può prevedere l'utilizzo del filtro cavale) ed esula le competenze del medico di PS.

Lancet 2010; 375:500-512


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10 Anni 4 Mesi fa #230126 da Theli
Risposta da Theli al topic Re:Ultima epistola?
Purtroppo, da ancora "profano" della materia (ancora un paio di anni per arrivare alle cliniche), e assente da qualche mese, provo ad azzardare una risposta (o almeno una traccia):

3) Nel colpo di calore è preferibile usare il paracetamolo o un altro antipiretico? (Tranellone...)


Può essere questo?

I pazienti con ipertermia, iperattività e convulsioni sono a rischio di rabdomiolisi, suggerita da un aumento della creatinchinasi sierica e dai livelli urinari di mioglobina. L'ipertermia può essere trattata con paracetamolo o ibuprofene e raffreddando l'ambiente esterno. Le convulsioni devono essere trattate inizialmente con benzodiazepine, come lorazepam o diazepam. Se queste non sono efficaci, si devono prendere in considerazione i barbiturici. La ventilazione meccanica deve accompagnare la loro sommnistrazione, in quanto questi farmaci possono deprimere lo stimolo respiratorio. D'altra parte, va evitato, ogni farmaco che deprima lo stimolo respiratorio, in quanto questa condizione può aumentare la ritenzione di CO2 e peggiorare l'acidosi metabolica, con aumento dell'assorbimento tissutale di salicilato.


www.msd-italia.it/altre/manuale/sez19/2632436.html

"In ogni caso, veniamo dal nulla e andiamo nel nulla, e non c'è nulla di cui preoccuparsi" (Peter Wessel Zapffe)

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10 Anni 4 Mesi fa #230136 da
Risposta da al topic Re:Ultima epistola?
Ciao. Allora, la "chiave" per arrivare alla risposta, in questo caso, sta nel fatto che non si parla del trattamento di una generica ipertermia, ma di quello del "Colpo di calore".

La risposta fornita è stata questa
Non ha alcun senso usare nessun antipiretico in questa condizione clinica. Il paziente deve essere invece spogliato, spruzzato con acqua tiepida e posizionato vicino ad un ventilatore in modo da ridurre la temperatura tramite evaporazione fino a portare la temperatura a 39 gradi. I brividi devono essere controllati preferibilmente mediante utilizzo di piccole dosi di midazolam. Le benzodiazepine sono utili anche a trattare eventuali crisi epilettiche.

Non so a che anno tu sia (Secondo?). Provo a spiegarti (perdona le imperferzioni, considera che sono uno studente[llo] anche io) il razionale di questa scelta.
Fondamentalmente, l'ipertermia (ossia -banalmente- l'aumento della T° corporea oltre i valori fisiologici) può essere di due tipi:
1) Febbrile --> Per capire il meccanismo, devi partire dal presupposto che -fondamentalmente- la T° dell'organismo è controllata a livello dell'Ipotalamo. In pratica, è come se nell'Ipotalamo ci fosse un termostato; quando la temperatura sale o scende rispetto a quella fisiologica per l'organismo, il termostato ipotalamico "se ne accorge" e innesca una serie di meccanismi di compenso (es. --> Vasocostrizione, Vasodilatazione, ecc.).

Si parla di Febbre quando l'aumento della T° corporea è legato ad un'alterazione del "termostato" ipotalamico. Ossia, è come se l'Ipotalamo "impazzisca", e invece che essere "tarato" per mantenere la T° sui 37° C, sia "tarato" su valori più elevati (38°, 39°, ecc.).
Questa elevazione della soglia ipotalamica è legata all'azione di molecole che sono chiamate Citochine (importante, ad esempio, la PGE). Queste Citochine sono prodotte in abbondanza quando c'è un'infiammazione in corso (in presenza di un'infezione, ad esempio)

2) Non febbrile --> In questo caso, l'Ipotalamo funziona normalissimamente. L'aumento della T° corporea è legato ad uno squilibrio tra i meccanismi di produzione e di "smaltimento" del calore coporeo (ad esempio, estate, sotto il sole, vestiti in maniera pesante, magari con abiti che non fanno traspirare, può succedere --> L'organismo non riesce a smaltire il calore in eccesso --> Ipertermia).
Poi ci sono dei casi più complessi di Ipertermia non febbrile legati, ad esempio, all'effetto avverso di alcuni farmaci

Ora, il trattamento delle due condizioni è differente.
a) Nel primo caso, si utilizzano farmaci che permettono di abbassare i livelli di quelle citochine che alterano la funzione dell''ipotalamo (PGE in primis) --> Sono i comuni antipiretici, Paracetamolo in primis
b) Nel secondo caso, in linea di massima, bisogna "aiutare" l'organismo a disperdere il calore. Es. --> Spugnature fredde, ventilatore, ecc.

Il "Colpo di calore" rientra nel secondo caso (Ipertermia non febbrile). Per cui, in questo caso, non è utile tentare di agire sulla soglia ipotalamica (che non è alterata) con gli antipiretici, ma occorre Raffreddare il paziente in maniera molto concreta (appunto, spugnature, ventilatore, ecc.). Copio dall'Harrison:

"I tentativi di abbassare la soglia ipotalamica, che è normale, risultano di scarsa utilità. Il raffreddamento fisico con spugnature, ventilatori, coperte di raffreddamento, e anche bagni freddi dovrebbe essere iniziato immediatamente, in associazione con la somministrazione di liquidi per via endovenosa e appropriati agenti farmacologici (tralasciamo). Se non si ottiene un sufficiente raffreddamento dall'esterno, il raffreddamento interno si può ottenere con lavaggio gastrico o peritoneale mediante soluzione fisiologica fredda. In circostanze estreme si può mettere in atto l'emodialisi o anche la circolazione extracorporea con perfrigerazione sanguigna"

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10 Anni 4 Mesi fa #230138 da Theli
Risposta da Theli al topic Re:Ultima epistola?
Grazie della risposta, Huck. Purtroppo si, devo iniziare il secondo. Mesi fa partecipavo a volte al tema, nonostante la mia ancora scarsa conoscenza in materia (informandomi su quello che riesco a trovare). Ora sono tornato da poco. (:

Per quanto riguarda il caso, mi ero completamente scordato del "bersaglio" degli antipiretici. Mea culpa. ): (Ricordavo la funzione dell'ipotalamo, ma non il coinvolgimento col farmaco).

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10 Anni 4 Mesi fa #230139 da
Risposta da al topic Re:Ultima epistola?

Mesi fa partecipavo a volte al tema

Lo so, ho praticamente concluso la lettura del Tema e ho già raccolto in una Cartella una sessantina dei casi clinici proposti (praticamente mi mancano da riordinare quelli proposti da quando è entrato il mio alter-ego Julian Ross). Non mi ricordavo se tu fossi al Primo o al Secondo anno (eri al Primo, evidentemente).

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10 Anni 4 Mesi fa #230141 da HelterSkelter
Risposta da HelterSkelter al topic Re:Ultima epistola?
ma no....fai bene...cercavo solo di attirare l'attenzione del magister silente.... :wink:

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10 Anni 4 Mesi fa #230162 da ILBecchino
Risposta da ILBecchino al topic Re:Ultima epistola?

ma no....fai bene...cercavo solo di attirare l'attenzione del magister silente.... :wink:


il becchino ritornerà quanto prima, compatibilmente con impegni inderogabili.

Prima di scavare una fossa, prepara bene il terreno.
Prima di seppelire un Cadavere accertati della sua morte. Prima di chiudere il cancello del cimitero controlla che siano usciti tutti....... i visitatori non i defunti

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